Passa ai contenuti principali

CHITARRA: SOSTANTIVO FEMMINILE di Marco Zuppa

Il mondo della musica è alquanto variegato ma quando si parla di chitarra, si pensa sempre a molti nomi illustri quali Jimi Hendrix, Van Halen, David Gilmour, John Petrucci, Steve Vai, Slash.
Insomma di donne neanche l'ombra.

Abbiamo pensato quindi di sfatare questo mito, dandovi una breve carrellata di quelle che sono alcune delle chitarriste in circolazione.

Attenti ragazzi, queste sono la concorrenza più spietata che potete trovare in giro perché oltre ad essere spesso dannatamente belle, suonano da paura.





Nita Strauss

Non potevamo non iniziare con la chitarrista rock più in voga del momento.
"Hurricane Nita" è una chitarrista americana di Los Angeles che attualmente suona con Alice Cooper e sta lavorando al suo disco solista.




Orianthi

Prima di Nita Strauss era lei a suonare con Alice Cooper e prima ancora la nostra bionda australiana era stata arruolata da Michael Jackson per il suo ultimo tour. Attualmente ha dato vita ad un felice sodalizio artistico con Ritchie Sambora, ex chitarrista di Bon Jovi.




St. Vincent

Più che una chitarrista, parliamo di un'artista a tutto tondo. Cantante e compositrice, ha già collaborato con nomi illustri tra cui David Byrne dei Talkin Heads, con cui ha inciso un intero disco. 



Gretchen Menn

In USA suona spesso con una cover band al femminile dei Led Zeppelin ma è una musicista che vanta anche una carriera solista e una formazione classica che si fa sentire nelle sue composizioni.



Kaki King

Questa formidabile chitarrista si è fatta notare suonando nella metropolitana di New York. Una furia con la chitarra acustica, è stata in grado di far impallidire i suoi più blasonati colleghi per tecnica e fantasia compositiva.



Sharon Isbin

Americana di nascita, ha iniziato a studiare in terra nostrana, per la precisione a Varese all'età di 9 anni. La sua formazione l'ha vista impegnata con i grandi della classica, da Segovia a Diaz. Oltre alla carriera concertistica, ha fondato e dirige il Guitar Department della Julliard School.



L'elenco sarebbe ancora lunghissimo e incuderebbe ovviamente anche Lita Ford, Bonnie Raitt, Jennifer Batten, Mauriel Anderson, ecc, ecc.

Insomma non si può dire che la chitarra sia un gioco per i soli uomini.
Se a qualche lettrice è poi venuta voglia di studiare questo strumento, sappia che St.Vincent ha anche disegnato una chitarra per sole donne.

Ha il corpo alleggerito e una tastiera ristretta, nonché "lo spazio per un seno o due", come ha spiegato la stessa artista.


Potete trovarlo sul sito della Ernie Ball Music Man.

Buona musica



Commenti

Post popolari in questo blog

LODOVICO GUENZI de "Lo Stato Sociale" risponde a 6 domande scomode

1) Un aspetto positivo ed uno negativo del fare musica? Il lato positivo, musica o non musica, è fare il cazzo che ti pare.  Ecco, questa cosa difficilmente ti viene perdonata.
2) I talent sono spesso criticati ma a tuo giudizio, perché riscuotono tanto successo? Beh è lo stesso principio per cui ha senso un reality, ad esempio. Metti in campo l'umanità e il quotidiano, la fragilità e il sogno e la stendi nelle fasi in cui nasce e cresce. E poi chiunque ama giudicare, e niente ti fa sentire più sereno nel giudicare del mettere degli artisti in un contesto scolastico. Poi la realtà è che il rock'n'roll lo fai proprio per non andare a scuola, per non avere nessuno che ti dice come devi essere, come ti devi vestire o muovere o parlare. Per questo agisce davvero nelle vite delle persone, perché è una pratica di libertà. Per questo di cento partecipanti hanno una carriera vera in dieci e hanno gente ai concerti in tre. Esiste una grande affezione allo sviluppo drammatico delle parab…

ANGELO BRANDUARDI - Oggi ha più senso suonare che fare dischi

Classe 1950, 50 album pubblicati e una carriera che incarna l'indipendenza come poche altre, Angelo Branduardi è un musicista che suona da anni e che ha accumulato un'esperienza e una dedizione alla musica senza pari. Abbiamo avuto il piacere di intervistarlo e di raccogliere le opinioni di un artista senza peli sulla lingua.

In un periodo in cui si parla molto di musica indipendente, cosa ne pensa della scena indipendente?

Io non la conosco molto ma in passato anche io e miei colleghi, che abbiamo avuto contatti con le multinazionali, potevamo contare su un'etichetta e una libertà assoluta. Negli anni d'oro della discografia, 70 - 80 - 90, al giovane talento venivano dati 5 anni di tempo e un piccolo stipendio mensile.
Ti dicevano: "Col primo disco ci perdiamo, col secondo andiamo a pari e col terzo guadagniamo."
Avevamo 3 possibilità, oggi ne hai una. 5 minuti e una pedata nel sedere.
In questo senso devo dire che un'etichetta indipendente ha un valore perch…

BEBA - Il confine tra indie e mainstream è Calcutta

1 - In un mondo sempre più incentrato sul web, cosa conta di più tra una pagina Facebook con tanti like e un buon disco?
Senza dubbio conta di più un buon disco, una pagina con tanti like porta tanti like alle foto e tanti commenti, ma non porta le persone ai live.. quello lo fa solo la musica fatta bene.