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I PROMOTER STANNO ABBANDONANDO TORINO? di Marco Zuppa

E' di pochi giorni fa la notizia che lo Stadio Olimpico di Torino, non ospiterà concerti questa estate. 
Unica eccezione è Tiziano Ferro, che verrà graziato e che potrà portare il suo show all'interno dello stadio cittadino.

Alla base della drastica decisione, pare ci sia il costo troppo oneroso del rifacimento del manto erboso.





Dopo ogni concerto, ci spiega il promoter Guido Muttoni in questo articolo della Repubblica, bisogna rifare il manto erboso e questo alza notevolmente i costi.

I nostri lettori forse ricordano un articolo da noi pubblicato, incentrato proprio sui costi di realizzazione di un concerto.
Per chi non lo avesse letto lo può trovare qui.

Leggerete che suonare in uno stadio, comporta un costo di circa 4 - 500.000 €.
Non c'è solo da fare il manto erboso, bisogna anche pagare una cifra per le spese di vigilanza extra. 

Molti promoter hanno lamentato in passato il costo troppo alto di una simile operazione, tralasciando però (teniamo a ricordarlo), che l'operato di organizzazioni come Live Nation ed affini, hanno portato un aumento dei prezzi non indifferente. Per non parlare dell'immobilismo circa la situazione "secondary ticketing".

L'articolo di Repubblica conclude elogiando il lavoro di Muttoni, responsabile di aver portato nella nostra bella città gli U2 per la prima volta nel 2001, con il loro Elevation Tour.

A convincere gli irlandesi pare ci sia stato il lavoro del promoter, sebbene c'è chi sostenga che Torino fosse un naturale ripiego, data l'impossibilità di suonare a San Siro, causa i tempi troppo stretti per rifare il manto erboso (ancora!!) dopo il concerto, in tempo per permettere lo svolgimento di una partita di Champions League.

Cosa sia successo realmente non lo sappiamo però, quel 21 luglio 2001 era un evento avere un gruppo tanto celebre come gli U2, in una città che non era abituata ad eventi di una simile portata.

Dopo le Olimpiadi invernali del 2006, Torino ha saputo poi riprendersi e coltivare i contatti giusti per ospitare gruppi da tutto il mondo.

Adesso la città ci si è abituata. A Torino hanno suonato Robbie Williams, Red Hot Chili Peppers, Ac/Dc, U2, Coldplay.

Dispiace vedere quindi che non si sia riusciti a trovare un accordo tra cittadinanza e Footbal Club, che permetta di utilizzare una location come lo Stadio Olimpico.

Ultimamente la città si è vista privare di molti (troppi) eventi.

E' possibile che i promoter stiano perdendo interesse in questa città?
Che non ci vedano davvero una forma di guadagno?
Dobbiamo credere che per un promoter sia preferibile non fare un concerto, invece che farlo?
Non lo sappiamo, quello che sappiamo di certo è che i tour estivi proseguiranno.
Che San Siro probabilmente ospiterà altri concerti (lì per caso non lo fanno pagare il rifacimento del manto erboso?) e quindi non potremo fare altro che andare a vedere alcuni artisti altrove.

Nascondersi dietro i costi del rifacimento del manto erboso è ridicolo, trattandosi di un costo noto che è sempre stato affrontato, soprattutto considerando gli incassi di eventi tanto rilevanti, suona come una scusa.

Ogni evento ha un costo certo, ma bisogna considerare il flusso economico che un concerto di grandi proporzioni porta ad una città.

Alberghi, trasporti, rilevanza nazionale ed internazionale, ecc.

Peccato dover assistere impotenti a questa fuga improvvisa, proprio adesso che Torino a queste cose si è abituata, ci ha fatto la bocca.

Speriamo non ci tocchi assistere a nuove derive di deculturizzazione, come avviene in tv.
Speriamo non ci tolgano di nuovo la cioccolata da sotto il naso, per rimpiazzarla con altra merda.






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