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“Davvero suoni la chitarra e vivi di questo?! Wow, in che band suoni?”

“Non suono in nessuna band: sono un solista”

“Ah, quindi sei un cantante?”

“No, sono solo chitarrista. In effetti ho una band: la band sono io. Penso come una band quando mi esibisco e quando scrivo”.

Ho avuto l’occasione di scoprire Tommy Emmanuel in concerto a Torino il mese scorso. Me lo ha consigliato un amico patito di chitarra acustica. Ho commentato la cosa a mio zio ancora più patito dello strumento, che mi ha proposto subito di accompagnarmi all’evento.


Entrambi sostenevano che Tommy venisse da un altro pianeta. Dopo mi hanno detto che normalmente suona per due ore abbondanti, talvolta due ore e mezza. In tutto questo canta anche se gli va, ma non più di due o tre brani: tutto il resto è chitarra acustica, da solo. Ho iniziato a pensare che forse fosse meglio lasciare uno show come questo ai puristi, ma ormai la pulce nell’orecchio ce l’avevo e volevo capire se davvero venisse da un altro pianeta.

Contando i bis lo spettacolo è durato quasi due ore e mezza, durante le quali ha spaziato in ogni genere immaginabile, e lo ha fatto come se incarnasse una band intera. Sorprendente, emozionante e completo.

Piuttosto che perdermi in elogi segnalo questo video, in cui ci presenta come è concepito il suo spettacolo.