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Torna la tignosa rubrica sul plagio non ancora pizzicato nella musica rock. La sfida è tra Ministri e Vasco Rossi, ma il vero protagonista per me è un altro. È Gaetano Curreri degli Stadio.

 

Curreri mi ha sempre ispirato una certa simpatia, perché si trova perennemente addosso l’ingombrante ombra dell’amicizia con Vasco Rossi. In qualunque intervista gli fanno mille domande su Vasco. Nemmeno la vittoria a Sanremo con gli Stadio è valsa a interrompere questa annosa serie di interviste in cui gli chiedono solo come cazzo sta Vasco Rossi.

 



Curreri, prima di essere cantante, inizia come musicista e tastierista di Lucio Dalla. Da quella esperienza nascono gli Stadio, e pure quella sigla di “Lunedì Film” su Rai1 che ha segnato la nostra infanzia. (Ma qualche domanda su Dalla, almeno per cambiare un po’? No, solo interviste su Vasco).

Da sempre Vasco e Curreri scrivono canzoni insieme, per i rispettivi dischi e per qualche donna del pop (Irene Grandi, Patty Pravo, Noemi…). Curreri ha arrangiato molte canzoni del Blasco, ricordiamo di lui il giretto di piano in “Albachiara”, e molti altri pezzi recenti che un senso non ce l’ha.

 

“La faccia delle donne” è un duetto esemplare, perché Curreri interpreta il tipo di uomo che si innamora, che soffre, che per l’amata farebbe di tutto per poi prendersi il due di picche finale. Vasco interpreta invece quello che non gli frega niente, che le tratta male e vuole solo scopare. La loro “Teorema”, insomma. È bello pensare che questo duetto fra bravo ragazzo e bad boy rispecchi perfettamente le loro personalità, due approcci differenti alla McCartney/Lennon di provincia ma che evidentemente stanno alla base di un’ottima intesa.

 

La canzone esce nel 1984, nel secondo disco degli Stadio, che tra l’altro conteneva 5 canzoni (su 8) scritte da Luca Carboni. (Almeno una domandina su Carboni, dai? Ti ho detto di no, solo interviste su Vasco!).

 

Ma non siamo qui per parlare di parole: siamo qui per piticchiare sulle melodie, spaccare il capello fra il diesis e il bemolle, mettere i puntini sulle biscrome. È una rubrica “disturbante”, il suo ruolo è “la blatta”, e tutte quelle robe che Manuel Agnelli dice e non fa a X-Factor.

 

Ascolta la canzone dei Ministri “Gli alberi”, la melodia è uguale identica, è evidente fin dall’inizio. Secondo me se ne sono anche segretamente accorti, ma troppo tardi, a singolo ormai uscito. Il loro “Ooops” non l’ha sentito nessuno, tranne me. Ecco: bisognerebbe fare ai Ministri un’intervista su Vasco, io una domandina ce l’avrei.