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Quando si parla di streaming, si parla ormai di Youtube e Spotify.
Due piattaforme alquanto controverse, i cui servizi hanno spesso causato controversie.
Per il pubblico significa avere contenuti a costo zero.
Per gli artisti, avere l’opportunità di salire alla ribalta e passare da zero a mito in una sera.

Forse però non è proprio così. Un interessante articolo apparso su Digital Music News, analizza più in profondità la situazione.

Dopo un pò di ricerca, siamo ora pronti a svelarvi le più grandi bugie dietro il mondo dello streaming.


1 – Lo Streaming dà visibilità

Non basta essere presenti su Spotify o Youtube per essere visibili. Se non supportati da una promozione serrata, essere presenti su una di queste piattaforme è assolutamente inutile.

Non capiterà quindi che, da un giorno all’altro, qualcuno diventi una celebrità. Questo perché i contenuti inseriti, verranno comunque surclassati da quelli di altri concorrenti più in voga.

2 – Lo Streaming aiuta gli artisti

Spotify, Youtube e tutte le altre compagnie, hanno interessi ben specifici. Il loro servizio costa e qualcuno lo deve pagare. 
Un artista riceve pochi soldi per ciascuna visualizzazione. Il grosso lo mettono in tasca le casi di distribuzione e produzione.

Questo vale ovviamente per  grandi artisti. Per tutti gli altri il problema non si pone perché non si generano praticamente guadagni di alcun tipo.

3 – Lo Streaming è il futuro

Nel caso non sarà un futuro roseo. A quanto pare Spotify ha accumulato più di 2 milioni e mezzo di debiti e l’ultimo rapporto finanziario di Soundcloud, decreta una perdita di milioni per la piattaforma.
Non dimentichiamo che si tratta di imprese quotate in borsa e quindi, se questo è il futuro, forse non è dei migliori.

4 – La gente pagherà per i servizi streaming

Siamo onesti, se qualcuno vi chiedesse di pagare un canale Youtube, lo fareste?
Al mondo ci sono 50 milioni di account a pagamento sparsi sulle varie piattaforme di streaming. Gli account gratuiti sono centinaia di milioni. Il confronto non regge.

5 – Youtube è un bene per gli artisti e l’industri musicale

Rileggete il punto 2. Questi siti non fanno beneficenza. Fanno soldi. Fin qui tutto bene, però non ci piace essere presi in giro. 
I benefici di Youtube vanno ai suoi utilizzatori ed a Youtube stessa. Gli utilizzatori hanno a disposizione tanto contenuto a costo zero, Youtube intanto guadagna milioni.

Il resto delle persone? Rileggete il punto 2

6 – Vieni con noi, ti pagheremo

Non vi è certezza su quanto paghino queste piattaforme. Il manager di Lady Gaga sostiene che all’artista non è stato pagato nemmeno un centesimo per i brani in streaming. 
Pharrel sembra abbia ottenuto invece addirittura 2.700 dollari per 43 milioni di streaming su Pandora, per il brano “Happy”.

Praticamente ogni milione di visualizzazioni, si guadagnano circa 60 dollari.

Immaginate i proventi che può ricavare un artista emergente…..