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Un’artista giovane e poliedrica che può vantare una conoscenza della musica a 360°. Bea Zanin, celebra la pubblicazione del suo primo disco “A Torino come va?”, che verrà presentato proprio stasera al Blah Blah di Via Po 21 (TO). 
In questa intervista ci parla delle sue idee, delle sue impressioni sulla musica attuale e delle sue radici. 
1) Un aspetto positivo ed uno negativo del fare musica?
 

Un aspetto positivo del fare musica è dato dalla possibilità di viaggiare e di conoscere persone nuove con cui condividere ciò che di più importante esiste:l’arte. Un aspetto negativo è costituito dai momenti in cui ci si scoraggia e ci si chiede: ma chi me lo fa fare di investire tutto ciò che ho in un progetto dall’esito incerto? Ma questo è il problema di ogni imprenditore.

 
 

2) I talent sono spesso criticati ma a tuo giudizio, perché riscuotono tanto successo? 

 
A mio parere i talent riscuotono tanto successo perché sono dei programmi TV  che raccontano delle storie. Alla gente piace sentirsi coinvolta nelle vite altrui, anche se poi dimentica in fretta. La musica c’entra fino a un certo punto, i talent sono delle macchine emozionali.
 

3) Credi che un artista debba schierarsi politicamente?/Approvi la politica nella musica? 

 
Credo nella massima libertà di espressione. Da parte mia preferisco la leggerezza, ma è una scelta più che altro estetica, non morale.
 

4) Accetteresti di scendere a compromessi per raggiungere il successo o un pubblico maggiore? 

 
Perché no. Vorrei migliorare la vita altrui con la mia musica. Se i compromessi rendessero più gradevole e fruibile il mio prodotto musicale, sarei pronta ad accettarli. Credo di avere molto da imparare e un atteggiamento di chiusura rischia di essere controproducente. Inoltre solitamente i duri e puri stanno a casa a rosicare.
 

5) Pensi che il fare musica influenzi in qualche modo i rapporti con gli altri (famiglia, relazioni, amici, parenti)?

 

Ho l’impressione che fare musica migliori i miei rapporti con gli altri, per il semplice motivo che sono felice e di conseguenza non rompo troppo le balle a chi mi circonda.


6) Sei legato alla tua città o esiste un posto in cui preferiresti vivere? 
 
Ho già lasciato la mia città, Vicenza, anni fa, lì ci sono le mie radici. Ora vivo da un po’ a Torino e sono innamorata di questo luogo: ci ho scritto un disco! Ora però mi piacerebbe girovagare un po’, soprattutto con la scusa di suonare.