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FUORI DALLE ORBITE di Marco Zuppa

Dal Vangelo secondo Wikipedia: "Indie è la contrazione del termine inglese independent e fa riferimento a tutto ciò che in campo artistico è al di fuori dell'orbita delle grandi industrie del settore. Si parla quindi di cinema indipendente, musica indipendente (e musica indie), radio indipendente, casa discografica indipendente, videogiochi indipendenti ecc."

Al di fuori dell'orbita delle grandi industrie del settore.

                

Si potrebbe quasi dire che si tratti di una condizione naturale. Indipendenti lo nasciamo tutti, nessuno escluso. 
Prima di occupare un qualsiasi posto nella vita di qualcuno, in un'azienda, nella nostra cerchia di amici o su un social, siamo tutti Indie. 
Tutti al di fuori dell'orbita. 

Trovo che la definizione di Wikipedia calzi a pennello per un "genere" di prodotti ma che possa definire in qualche modo anche la nostra natura in generale.

Noi però non facciamo filosofia. Siamo un blog di artisti Indie e parliamo di artisti Indie. Di quelli veri.

Perché far finta di essere nati Indiani è una cosa che fa comodo a volte.

Il mondo Indie è uno stupendo specchio culturale ma ha il vestito un po' sgualcito. Non ha una macchina sportiva. Beve birra in un pub e non raffinati cocktails a bordo piscina. 

Eppure siamo sempre qui. Sempre utili proprio perché specchio dei tempi nonché valvola di sfogo per una certa fetta della società.

Le critiche non mancano ovviamente. Pensate a questo articolo comparso sul Fatto Quotidiano in cui si parla (male) del genere e di alcuni suoi esponenti.

La critica che si muove spesso a questo genere è di non essere curato negli arrangiamenti, nei testi, nei contenuti, nei suoni.

Praticamente lo si accusa di non essere mainstream che, a ben pensarci, non ha alcun senso.

Il genere Indie non vuole essere mainstream. Il genere e l'artista Indie non puntano ai soldi e ai macchinoni perché si tratta di musica (limitiamoci alla musica) fatta da cantautori e un cantautore non potrà mia essere altro che sé stesso.

Ne è conscio e ne accetta le conseguenze. Gli onori e gli oneri.

Il bello di questa scena è proprio questo. Se il mondo della musica è un gioco ad indiani contro cowboys, noi siamo gli indiani.
Di certo non siamo mica gli americani, come cantava un'allora Indie Vasco Rossi. Soprattutto oggi, epoca in cui la musica è sempre più piatta e uniforme. 
Da un'analisi risulta che i generi più ascoltati a Milano siano il Rap e l'Hip-Hop. 

Il cantautore Indie quindi è ancora lontano dalle luci della ribalta e forse, è meglio così.

Manteniamolo puro ma pur sempre capace di lanciarsi in brani diversi, una volta ironici e una volta tragici, una volta allegri e una volta disillusi
Intatto anche se sgualcito.

Come una vecchia giacca che conserviamo perché ci ricorda gli anni dell'università, le birre con gli amici, le sigarette da dividere tra tutti e i ritrovi improvvisati nel solito bar.

L'artista Indie è così, forse non è adatto a qualunque occasione ma in qualche modo, è indiespensabile.



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