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DOUBLE TROUBLE

Il progetto Double Trouble nasce dall'incontro tra Raphael, Zibba e Bunna e dalla comune passione per la musica di Bob Marley.
Lo spettacolo dal vivo, un set elettroacustico costruito live con loop, chitarra ed elettronica, ripercorre le atmosfere che hanno fatto grande la musica del "king of reggae", dando vita ad un concerto tributo arricchito da brani inediti.
In uscita il 21 Ottobre “Cenere”, il nuovo singolo/video inedito che da il nome al tour, scritto e prodotto dal trio e ispirato alle atmosfere della musica che li ha fatti incontrare. Una canzone d’amore che unisce sonorità attuali alle radici roots del progetto. Anche questa volta, come nel 2011, il trio ha deciso di scrivere, arrangiare e registrare la canzone tutta in un giorno soltanto, come testimonia il videoclip girato durante la giornata da Francesco Diaz. 
1) Un aspetto positivo ed uno negativo del fare musica? 
Non credo esistano aspetti negativi nel fare musica. Si fanno i conti con una serie di cose, come in tutti i lavori e le passioni. Sarebbe negativo per il tuo rapporto con la musica anche solo pensare che abbia lati negativi. 



2) I talent sono spesso criticati ma a tuo giudizio, perché riscuotono tanto successo?
A dire il vero non trovo che i talent riscuotano successo, forse alcuni artisti più talentuosi e con la squadra giusta continuano a resistere nel panorama perché entrati a far parte di un immaginario che va oltre il talent. Non durerà ancora molto, e comunque il talento vince sempre su tutto. Ovunque sia. Scrivo per molti artisti e molti di loro provengono da un talent show, e trovo che siano artisti come tutti. Con un talento preciso e una motivazione valida.

3) Credi che un artista debba schierarsi politicamente?/Approvi la politica nella musica? 
Personalmente non amo la politica nella musica, ma quello che suoniamo con Double Trouble ha un modo di farlo che è esemplare. La musica di Bob Marley ha cambiato il modo di pensare della gente. Ha fatto politica a suo modo, e il suo messaggio è stato fondamentale. Così mi piace.

4) Accetteresti di scendere a compromessi per raggiungere il successo o un pubblico maggiore? 
Non credo che nessuno di noi tre abbia mai accettato compromessi, non facciamo musica in quel senso. La musica ci parte da dentro, è la nostra vita. Non è un gioco.

5) Sei legato alla tua città o esiste un posto in cui preferiresti vivere? 
Mi piace dove vivo. Altrimenti non ci vivrei. E comunque credo che chi fa questo lavoro non abbia grandi preferenze. Casa è dove si sta bene, dove quando torni e sei stanco ti senti a posto con il mondo. 
                            

Ecco le prime date confermate del “Cenere Tour”:
04.11 – Hiroshima Mon Amour, TORINO
05.11 – Buddah, MONDOVI’ (CN)
25.11 – Arci Ohibò, MILANO
26.11 – C.s. Zapata, GENOVA
08.12 – Modo, SALERNO
09.12 – Officina Giovani, PRATO
15.12 – Quirinetta, ROMA
16.12 – FAQ Live Music Club, GROSSETO
23.12 – The Namm, SANTA VITTORIA D'ALBA (CN)
26.12 – Officine Indipendenti, TERAMO
27.12 – Centro per la creatività “Cecilia”, TITO (PZ)
28.12 – Off, MODENA

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1) Un aspetto positivo ed uno negativo del fare musica? Il lato positivo, musica o non musica, è fare il cazzo che ti pare.  Ecco, questa cosa difficilmente ti viene perdonata.
2) I talent sono spesso criticati ma a tuo giudizio, perché riscuotono tanto successo? Beh è lo stesso principio per cui ha senso un reality, ad esempio. Metti in campo l'umanità e il quotidiano, la fragilità e il sogno e la stendi nelle fasi in cui nasce e cresce. E poi chiunque ama giudicare, e niente ti fa sentire più sereno nel giudicare del mettere degli artisti in un contesto scolastico. Poi la realtà è che il rock'n'roll lo fai proprio per non andare a scuola, per non avere nessuno che ti dice come devi essere, come ti devi vestire o muovere o parlare. Per questo agisce davvero nelle vite delle persone, perché è una pratica di libertà. Per questo di cento partecipanti hanno una carriera vera in dieci e hanno gente ai concerti in tre. Esiste una grande affezione allo sviluppo drammatico delle parab…

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