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VERDENA La loro intervista di Marco Zuppa

 
1) Sono passati 21 anni dal vostro esordio. Quali sono i cambiamenti più profondi che avete notato nel mondo della musica? 

Sì sono passati 17 anni dal nostro esordio (1999). I gruppi si esprimono con più gusto nel suono, a differenza di quanto avveniva alla fine degli anni 90, quando la tecnica, la velocità e le tante note andava per la maggiore. Internet ha cambiato altro ancora, ha eliminato un certo provincialismo. Poi direi che le etichette fanno molta più fatica e girano meno soldi nelle produzioni di dischi. Tutte cose già dette….Oggi però è più semplice fare demo, dischi, autoproducendoseli con poche spese e ottimi risultati, grazie al digitale.


2) Avete suonato sia in tutta Italia che all’estero. Ci sono differenze nel modo in cui si vive la musica dal vivo nel nostro paese, rispetto agli altri
A volte mi è sembrato che all’estero, soprattutto in Germania, Olanda, Svizzera, si guardi il concerto in una maniera più da teatro. Il pubblico è molto attento ed educato. Gli orari sono un’altra cosa diversa. Si suona presto, anche alle 20:30 e alle 23:00 ti cacciano. Tutti a dormire!! Questo per noi è bello, perché così non passiamo troppo tempo tra il soundcheck ed il live, ad annoiarci come matti.

3) Pensando a dischi come “Wow” o “Endkadenz” si nota la notevole crescita della band. E’ qualcosa dovuto solo ad una maggior capacità tecnica o è cambiato il vostro approccio alla composizione in generale?

Penso che dal 2007 abbiamo iniziato a suonare più liberamente, senza troppe fisse su generi o gruppi o metodi. Anche il modo di comporre è cambiato. Ad ogni modo è successo e basta. E’ anche una questione dovuta alla voglia di sperimentare.

4) In passato siete stati definiti i “Nirvana italiani”. E’ un paragone che ritenevate calzante? Oggi c’è un artista o una band a cui vi sentite più vicini stilisticamente?

Siamo cresciuti con i Nirvana e ci hanno influenzato. All’epoca il paragone ci aveva un po’ irritato. Parlavano tutti molto di questo anche se, in realtà, avevamo un sacco di influenze, tipo la “Febbre del ragno rosso”….. Oggi non so a chi potremmo essere accostati, fate voi.


5) Oggi è molto diffusa l’idea che la sola musica che si tende a diffondere, è quella “usa e getta”. Cosa risponde a questa affermazione una band come la vostra, che ha sempre ottenuto riscontro da pubblico e critica con lavori talvolta complessi e contraddistinti da un sound in costante evoluzione?

Non ascoltiamo molta musica usa e getta (ma in America ci vorremmo andare, sì). Noi siamo per la musica originale, spontanea, suonata naturalmente. Non saprei, comunque siamo fortunati che vada bene, considerato il nostro genere di musica in Italia, o il rock in generale.

6) Come vivete il rapporto con i social? Hanno cambiato il modo di interagire tra fan e band?

Io (Luca n.d.r.) non li vivo molto. Credo siano una buona cosa per mantenere i contatti.

7) Cosa vi sentite di consigliare a chi vuole vivere di musica?

Di impegnarsi il più possibile a trovare una propria strada musicale, che lo renda innanzitutto contento di sé stesso. Di provare molto con il proprio gruppo, fino ad essere uniti e compatti fino a conoscersi. Prendere sostanze psicotrope è un altro metodo. L’arte serve a guardarsi l’anima.

8) Siete legati alla vostra città o ci sono altri posti in cui vorreste vivere?

Credo di sì. Per anni ci abbiamo pensato, anche adesso. Siamo legati al luogo da cui proveniamo. Bergamo è una buona città e ha degli ambienti veramente suggestivi e densi. Abbiamo fatto un sacco di foto, in generale, nei boschi bergamaschi. Anche la valle in cui è situata la nostra sala prove è molto importante per noi. 


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