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SUEDE VS. CLAPTON

La notizia, per un fan del brit pop come me, non può passare inosservata. I Suede ripubblicheranno l'album “Coming up”, vent'anni dopo la sua uscita, con una deluxe edition celebrativa.
È un disco che ho ascoltato mille volte, con un certo senso di colpa, perché il suo super pop irresistibile faceva concorrenza al fascino decadente del precedente “Dog Man Star”, che è la vera perla tra i loro album, scritto in stato di grazia dal cantante Brett Anderson e dal chitarrista Bernard Butler.

Poi Butler se ne è andato sbattendo la porta e i Suede per tutta risposta hanno virato verso il mainstream e preso il volo appunto con “Coming up”.
Per rispetto al buon Butler non ho mai ammesso a me stesso di essermi innamorato anche di questo disco, anche se era senza di lui. Il successo degli Suede arrivato in sua assenza mi metteva un po' in imbarazzo: “Butler, ti giuro che mi piacevano di più quando c'eri tu!” ma non era poi così vero.
Per lavare il mio senso di colpa allora mi sento in dovere di fare uno sgarbo a “Coming up”.
Prendi la ballata Saturday Night, ascolta in particolare il ritornello al minuto 1:15.
Poi metti la famosa Wonderful Tonight di Eric Clapton, vai al ritornello al minuto 0:40.
Non so se si possa legalmente definire plagio, ma è evidente che la melodia è identica. Addirittura stessa tonalità. Addirittura i titoli hanno la stessa parola “night” in mezzo perché parlano sostanzialmente della stessa cosa, cioè lui che stasera esce con lei e stanno da dio.
Wonderful Tonight di Eric Clapton è del 1977, album “Slowhand” (quello con Cocaine), e fa parte dei classici del chitarrista soprannominato appunto Slowhand.
Saturday Night è del 1996 e, plagio a parte, resta comunque la canzone più sciapa di “Coming up”.
Con questo la mia coscienza è di nuovo a posto: non sono uno che sale sul carro dei vincitori e Butler, ti giuro che mi piacevano di più quando c'eri tu!
Ma la chiusura di questo articolo è essa stessa l'articolo: i Suede o gli Suede? A voce metterei la “i”, scrivendo mi viene istintivo “gli”. Più ci penso più mi confondo. Boh.


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