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PAOLO SIMONI

1) Un aspetto positivo e uno negativo del fare musica?

Fare musica ha solo un aspetto positivo. E’ un privilegio, quindi bisogna, a mio avviso, averne molto rispetto. Chi ha il dono dell’arte se lo tenga stretto! La musica è una benedizione!



2) I talent sono spesso criticati ma a tuo giudizio, perché riscuotono tanto successo?

Perché vanno in TV. Se così non fosse, non se li filerebbe nessuno. In TV tutto diventa reale, soprattutto se quello che proponi lo mandi in onda di continuo. Niente di più dannatamente funzionale è dare l’illusione allo spettatore (ignaro) che sia lui il giudice e il critico assoluto di quello che sta accadendo. Telecomando, televoto, poltrona e via… Il gioco è fatto! In più vendono un modello di “successo” che ai giovani piace molto. Vai lì e se ti va di culo, salti la gavetta.
Non male, è?

3) Credi che un artista debba schierarsi politicamente?/Approvi la politica nella musica?

A mio avviso, un artista, come d’altronde il pubblico ha il diritto di fare quello che vuole. La musica, come l’arte in generale ha anche una funzione sociale. Se deve passare un concetto di quel tipo, ben venga. La canzone è fatta anche di parole. La vera domanda a questo punto però sarebbe: con chi schierarsi, oggi, tra i politici a nostra disposizione?

4) Accetteresti di scendere a compromessi per raggiungere il successo o un pubblico maggiore?

Nel mondo dello spettacolo il compromesso lo utilizzano i “non artisti”, quelli che in realtà non hanno nulla da dire e pur di stare su un palco venderebbero anche la loro madre. Un artista porta il suo messaggio ovunque, senza distinzione. Scendere a compromessi per me sarebbe cantare qualcosa che non mi appartiene. Cosa che non ho fatto e che non farò mai.
Poi sinceramente per come gira nel mondo della musica, sconsiglierei vivamente di proseguire in questo senso. Piuttosto nel mondo politico. Lì sì, che pullulano le occasioni per uno che ha voglia di compromettersi!

5) Pensi che il fare musica influenzi in qualche modo i rapporti con gli altri (famiglia, relazioni, amici, parenti)?

Credo di sì. Poi dipende dalle esperienze di ogni singola persona. Io ho dovuto fare scelte precise e spesso dure, con la vita, per perseguire nel mio sogno. Sinceramente, però, ho avuto di più di quello che ho lasciato, quindi niente malinconie.

6) Sei legato alla tua città o esiste un posto in cui preferiresti vivere?

Sono legato ai miei luoghi ma non sono un campanilista. Li sento di più quando ci sono lontano. In realtà quando vedo il mare, mi sento sempre a casa.
Mi piacerebbe vivere a Venezia, città che frequento assiduamente.
Chissà un giorno…


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1) Un aspetto positivo ed uno negativo del fare musica? Il lato positivo, musica o non musica, è fare il cazzo che ti pare.  Ecco, questa cosa difficilmente ti viene perdonata.
2) I talent sono spesso criticati ma a tuo giudizio, perché riscuotono tanto successo? Beh è lo stesso principio per cui ha senso un reality, ad esempio. Metti in campo l'umanità e il quotidiano, la fragilità e il sogno e la stendi nelle fasi in cui nasce e cresce. E poi chiunque ama giudicare, e niente ti fa sentire più sereno nel giudicare del mettere degli artisti in un contesto scolastico. Poi la realtà è che il rock'n'roll lo fai proprio per non andare a scuola, per non avere nessuno che ti dice come devi essere, come ti devi vestire o muovere o parlare. Per questo agisce davvero nelle vite delle persone, perché è una pratica di libertà. Per questo di cento partecipanti hanno una carriera vera in dieci e hanno gente ai concerti in tre. Esiste una grande affezione allo sviluppo drammatico delle parab…

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