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LITHIO - L'incontro

Anticipato a novembre dall’operazione viral legata al brano #IoNo, esce il 6 febbraio per l’etichetta Raw Lines/Audioglobe, “Lithioland”, il nuovo disco dei Lithio. Terzo lavoro discografico per la band toscana dalla carriera decennale, che affronta in questo nuovo album le incomprensioni del mondo che li circonda senza peli sulla lingua, in pieno stile rock. Un disco cattivo, duro, ma anche ricercato, un album che prende le distanze dal panorama rock italiano emergente adottando un approccio american-oriented.

1) Un aspetto positivo ed uno negativo del fare musica?

Personalmente non riesco a trovare un aspetto negativo nel fare musica al giorno d'oggi. A qualsiasi livello tu scelga di fare musica farai esperienze fantastiche che ti aiuteranno a migliorarti come persona e come musicista. Attraverso il sacrificio che la musica richiede si riescono a superare le difficoltà e a spostare sempre più in là i propri limiti, scoprendosi ogni giorno migliori di quello che si pensa di essere. Se proprio devo trovare un aspetto negativo beh...il portafoglio di sicuro si alleggerisce sempre di più! 







2) I talent sono spesso criticati ma a tuo giudizio, perché riscuotono tanto successo? 

Premetto che la mia visione dei talent è piuttosto negativa, credo infatti che abbiano contribuito in maniera significativa a costruire quella fantomatica “strada facile” che le persone senza qualità oggettive scelgono per poter raggiungere i propri obbiettivi.
Alla gente piacciono perchè alla fine, con la musica, hanno poco a che fare. Il pubblico di oggi ha bisogno di drama, di prodotti già confezionati, non c'è più tempo di apprezzare un artista per quello che è davvero, ci basta il giudizio di Fedez per amarlo oppure odiarlo. Siamo diventati troppo influenzabili dal giudizio altrui, troppo pigri per farci una nostra idea e difenderla. In tutto questo ovviamente c'è di mezzo l'artista, del quale viene soffocato il talento a favore dell'estetica e dello spettacolo. Alla fine abbiamo artisti belli come il sole che sono passati dalla doccia al grande palcoscenico senza affrontare tutto quello che c'è in mezzo. E nella musica, così come in ogni altro aspetto della vita, la gavetta fa la differenza sempre.



3) Credi che un artista debba schierarsi politicamente? Approvi la politica nella musica?

La musica è sempre stata influenzata dalla politica, ne è stata spesso la scintilla. Detto questo, se si vuol parlare di politica attraverso la propria musica bisogna prendersi la responsabilità di quello che si dice, cercando di essere chiari. Non dobbiamo dimenticarci che la nostra musica può essere un mezzo per parlare con gli altri, un modo di confrontarci diverso dall'ordinario. Se abbiamo una convinzione forte e siamo disposti a difenderla dal giudizio degli altri allora si può parlare di tutto, politica compresa. L'importante è mantenersi coerenti, cosa che ultimamente si tende a sottovalutare. 



4) Accetteresti di scendere a compromessi per raggiungere il successo o un pubblico maggiore?

Ho sempre pensato che la gente debba accettarti per quello che sei. Non ha senso raccontarsi agli altri diversi da quello che si è. Fortunatamente la musica è rimasta una delle poche cose soggettive nella vita e sarebbe stupido uniformarsi per mescolare la propria identità con quella degli altri. Scendere a compromessi significa essere disposti a mettersi da parte, a fare della propria musica non più un bene personale e intimo ma una semplice merce di scambio. Credo proprio che non ne valga la pena.



5) Pensi che il fare musica influenzi in qualche modo i rapporti con gli altri (famiglia, relazioni, amici, parenti)?


Sicuramente. Come dicevo prima, la musica ti aiuta a esprimere quello che sei veramente e questo non può che influenzare i rapporti con gli altri. Spesso, quando decidi di fare il musicista, sacrifichi tempo e soldi che altrimenti avresti messo a disposizione degli altri e non tutti sono disposti ad accettarlo. In più, spesso la musica ti porta lontano da casa, sempre di corsa e soprattutto sempre con mille cose da fare. Non hai tempo per gli amici, per i parenti che ti vorrebbero sempre presente, per le relazioni che meriterebbero sempre di più. Dall'altra parte però, ti permette di conoscere un sacco di gente, stringere legami importanti e, in qualche caso, anche di farti una famiglia! 


6) Sei legato alla tua città o esiste un posto in cui preferiresti vivere?

Mi sento molto legato alla mia città, è qui che ho iniziato il mio percorso musicale e dalle piccole realtà di zona ho potuto apprezzare sempre di più la musica. Al giorno d'oggi gli spazi sono sempre meno, le occasioni di fare musica diminuiscono di giorno in giorno e la voglia di scappare a volte c'è. Ma alla fine dobbiamo impegnarci per mantenere le proprie radici, creare nuovi spazi, nuove occasioni per fare musica e invertire così la tendenza. In questo momento non mi vedrei da nessun'altra parte se non in qualche paradiso caraibico..ma giusto per un paio di settimane!



SOUNDCLOUD -> https://soundcloud.com/lithioland/sets/lithioland/s-jHHuf

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1) Un aspetto positivo ed uno negativo del fare musica? Il lato positivo, musica o non musica, è fare il cazzo che ti pare.  Ecco, questa cosa difficilmente ti viene perdonata.
2) I talent sono spesso criticati ma a tuo giudizio, perché riscuotono tanto successo? Beh è lo stesso principio per cui ha senso un reality, ad esempio. Metti in campo l'umanità e il quotidiano, la fragilità e il sogno e la stendi nelle fasi in cui nasce e cresce. E poi chiunque ama giudicare, e niente ti fa sentire più sereno nel giudicare del mettere degli artisti in un contesto scolastico. Poi la realtà è che il rock'n'roll lo fai proprio per non andare a scuola, per non avere nessuno che ti dice come devi essere, come ti devi vestire o muovere o parlare. Per questo agisce davvero nelle vite delle persone, perché è una pratica di libertà. Per questo di cento partecipanti hanno una carriera vera in dieci e hanno gente ai concerti in tre. Esiste una grande affezione allo sviluppo drammatico delle parab…

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