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Damon Albarn, maledetto scopiazzatore, già qualche volta ti ho beccato a rubacchiare melodie dalle tue rockstar preferite.
Per esempio quella volta di “M.O.R.”, che altro non era se non “Boys keep swinging” di David Bowie suonata veloce.

 

 

Certo, poi qualche avvocato te l’ha fatto notare, e sei stato intimato ad aggiungere nei credits anche i nomi di Bowie/Eno, mentre il tuo lo anagrammavi nel videoclip in Dan Abnormal. In quel video, guarda caso, facevi il ladruncolo. Comunque sul cd che ho io c’è ancora scritto che è tutta farina del sacco dei Blur. Passa a casa mia a correggere, please.

Caro Damon Albarn, puoi anche cambiarti il nome in Gorillaz ma ti sgamo lo stesso. Infatti stavolta lo scontro è tra U2 e Gorillaz. Se vogliamo tra Irlanda e Inghilterra, oppure tra anni 90 e anni Zero.
Bella “Feel Good Inc.”, ma quando arriva il ritornello… è uguale identica a “Staring at the sun” degli U2.
 

 



Bravo Damon Albarn, hai sempre lasciato che il mondo pensasse che fossero i Gallagher a plagiare la qualunque del rock, mentre i tuoi Blur erano quelli originali, raffinati, colti esticazzi. Invece sei fatto della stessa pasta, e ancora adesso ti scappa in giro qualche impronta che ti inchioderà. Tanto sei Damon Albarn, e godi di immunità a vita nel tribunale del rock, persino se vai a sgraffignare in casa di Bono degli U2.
Ma ti incastrerò ancora, perché lo so che hai altri scheletri nell’armadio, se ti ascolto continuamente ormai forse è solo per questa ragione. E allora questa rubrica antipatica e rognosa che si occupa dei plagi non ancora trovati nel mondo del rock tornerà ad attenzionarti.

 

P.S. Come se non bastasse, il tuo cognome è quasi uguale al mio, a differenza di una lettera. Oltre che rubare ai ricchi, rubi anche ai poveri. Sempre a danzare sul filo del plagio, hai fatto un patto col diavolo. Damon.