Il portale della musica Indie italiana

Filippo Zironi è orso bolognese, che ha scelto di registrare pillole di musica e realizzare così il primo disco realizzato interamente con un I-Phone.

1) Un aspetto positivo ed uno negativo del fare musica?

L’aspetto forse più bello del fare musica è il poter tirare fuori quello che hai dentro, potersi esprimersi liberamente e godere di quel momento magico della “intuizione musicale”, nella fase di composizione. Mentre non trovo aspetti negativi nel fare musica purché la musica sia vera e pura e non “costruita a tavolino o ad hoc”.
​​




2) I talent sono spesso criticati ma a tuo giudizio, perché riscuotono tanto successo?

Io sono sempre stato molto critico verso i talent, non mi piacciono, non mi convince la loro energia. C’è pochissima musica “vera”, è tutto spettacolo e poca musica, solo uno show costruito a posta per colpire lo spettatore, per fare ascolti e soldi. E basta. Credo che abbiano così successo perché ci sono persone molto brave a livello di produzione, marketing, ecc…non per chi ci canta.
E comunque l’ascoltatore medio vuole quel tipo di musica ovvero cover famose cantate da cantanti sconosciuti ma cool con una bella voce. Insomma un Karaoke fatto coi fiocchi!Purtroppo il problema più grosso è che tra la gente c’è poca ricerca musicale…

3) Credi che un artista debba schierarsi politicamente?/Approvi la politica nella musica?

Non necessariamente. Credo che ognuno sia libero di dire e trasmettere quello che vuole attraverso la musica. La musica è libertà.

​​

4) Accetteresti di scendere a compromessi per raggiungere il successo o un pubblico maggiore?


Con Be a Bear ho iniziato quasi per gioco, non ho mai avuto grandi obiettivi e quello che faccio mi diverte tantissimo. Chi mi conosce sa che è tutto vero, puro e che sono io al 100%. Se devo raggiungere un pubblico maggiore voglio farlo continuando in questo modo.

​​

5) Pensi che il fare musica influenzi in qualche modo i rapporti con gli altri (famiglia, relazioni, amici, parenti)?


Sicuramente. Spero però di influenzare positivamente chi mi sta vicino, dalla mia famiglia a tutti i miei amici. Fare musica comporta fatica, tempo ed energie. Io provo a “nascondere” questa parte e lasciare agli altri solo la “parte più bella”.

​​

6) Sei legato alla tua città o esiste un posto in cui preferiresti vivere?

Bologna, la mia città, è fantastica. Vivo esattamente dove vorrei vivere. Non sarei arrivato a tutto questo se non fossi cresciuto a Bologna.