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CHIARA DELLO IACOVO - L'intervista

1) Un aspetto positivo ed uno negativo del fare musica? 
Ti mette in contatto con le persone in modo unico, ma richiede un grande sacrificio a livello personale. Io mi sento di vivere dentro a un cantiere.

2) I talent sono spesso criticati ma a tuo giudizio, perché riscuotono tanto successo?

Posso mettere un diritto di veto sulle domande che riguardano i talent? Nulla di personale, ma trovo assurdo come a due anni di distanza, due partecipazioni a Musicultura, un secondo posto a  Sanremo Giovani, un disco d’esordio all’attivo e una novella candidatura al Premio Tenco come “Miglior Opera Prima”, le domande sulla televisione riescano ancora ad avere il posto d’onore. E non ho fatto questo elenco per esibire le mie medaglie, ma per esprimere il mio sconforto da artista, e quando lo faccio credo di parlare a nome di tutti. Quando la mera visibilità comincerà a valere meno della qualità delle cose che si fanno?

3) Credi che un artista debba schierarsi politicamente?/ Approvi la politica nella musica?

La approvo nella misura in cui si sente la necessità di veicolarla nella propria musica. Un artista che si espone politicamente non vale più di uno che sceglie di parlare solo di sentimenti. Sono due forme diverse di coraggio.

4) Accetteresti di scendere a compromessi per raggiungere il successo o un pubblico maggiore?

Credo che i compromessi siano necessari, non tanto per raggiungere un successo maggiore (quello ha variabili schizofreniche e imprevedibili) quanto per mettere in moto i primi ingranaggi. Io i miei credo di averli già fatti, ora spero di poterne fare a meno.

5) Pensi che il fare musica influenzi in qualche modo i rapporti con gli altri (famiglia, relazioni, amici, parenti)?

Credo che il mio modo di approcciarmi alla vita influenzi i rapporti con gli altri, fare musica è solo una delle declinazioni.

6) Sei legata alla tua città o esiste un posto in cui preferiresti vivere?

Lisbona quando mi devo ricordare come rallentare e apprezzare il pane che deve rispettare i suoi tempi per lievitare, Roma quando mi sento particolarmente romantica e decadente, e Torino per tirare fuori la mia luce e la mia luna nera. Per il momento i miei poli credo siano questi. La mia città ancora non l’ho trovata, ma credo non esista in senso strettamente geografico: ce la portiamo dietro.



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1) Un aspetto positivo ed uno negativo del fare musica? Il lato positivo, musica o non musica, è fare il cazzo che ti pare.  Ecco, questa cosa difficilmente ti viene perdonata.
2) I talent sono spesso criticati ma a tuo giudizio, perché riscuotono tanto successo? Beh è lo stesso principio per cui ha senso un reality, ad esempio. Metti in campo l'umanità e il quotidiano, la fragilità e il sogno e la stendi nelle fasi in cui nasce e cresce. E poi chiunque ama giudicare, e niente ti fa sentire più sereno nel giudicare del mettere degli artisti in un contesto scolastico. Poi la realtà è che il rock'n'roll lo fai proprio per non andare a scuola, per non avere nessuno che ti dice come devi essere, come ti devi vestire o muovere o parlare. Per questo agisce davvero nelle vite delle persone, perché è una pratica di libertà. Per questo di cento partecipanti hanno una carriera vera in dieci e hanno gente ai concerti in tre. Esiste una grande affezione allo sviluppo drammatico delle parab…

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