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JOCELYN PULSAR - L'incontro

Jocelyn Pulsar è un cantautore di Forlì (gran tifoso del Cesena) che il 5 Dicembre 2016 pubblicherà il suo nuovo disco“Convivenza Arcade” per La Sete Dischi. Lunedì 29 Agosto uscirà la prima anteprima di questo disco con il video di “L’indie senza il pubblico” in esclusiva per Exit Well. 

1) Un aspetto positivo ed uno negativo del fare musica?
L' aspetto che preferisco è quello di suonare in giro, che è anche una opportunità di staccare dalla solita vita: ti tiene attivo insomma, curioso...io personalmente amo molto arrivare prima nelle località in cui suonerò e fermarmi nei bar, sentire la parlata del posto, bermi un amaro e leggere il giornale con le vicende locali (naturalmente intanto controllo anche se è uscito qualche cosa su di me)...prima di partire inoltre cerco informazioni sul posto, sui personaggi locali "famosi": sono tutti spunti per chiacchierare poi col pubblico durante il concertino. Un aspetto negativo....mhm...guarda, purtroppo è legato al precedente: cercare i live. Sia che me ne occupi personalmente, sia che deleghi ad altri, rimane una fase che mi crea ansia e nervosismo: le "non-risposte" dei gestori dei locali, a volte addirittura ancora le richieste di "portar gente"...è forse l' aspetto che mi piace meno di tutti. 2) I talent sono spesso criticati ma a tuo giudizio, perché riscuotono tanto successo? Mah, probabilmente perchè tra i giudici ci sono personaggi amati dal pubblico, tipo Fedez, Morgan, lo stesso Elio e altri che però ora non mi vengono in mente, anche perchè non li ho mai guardati, se non spezzoni pubblicitari che mi passano davanti per forza. Oggi le critiche non hanno molto peso, se non in positivo: piu' di una cosa si parla e meglio è, che sia in bene o in male poco importa in fondo. La cosa è di per sè piuttosto triste.

3) Credi che un artista debba schierarsi politicamente?/Approvi la politica nella musica? Non troppo e se mai farlo in modo intelligente, per fare riflettere: De Gregori scrive "di sinistra" ma lo fa in modo poetico, rispetto a band come i Modena City Ramblers o i 99 Possse ( con tutto il rispetto) è un' altra cosa. 4) Accetteresti di scendere a compromessi per raggiungere il successo o un pubblico maggiore? Sai, io non sono famoso, quindi gli unici compromessi sarebbero con me stesso: lo dico perchè ci sono artisti che si devono scontrare anche con un pubblico numeroso, oltre che con la propria coscienza....se io accettassi di partecipare ad un talent show probabilmente riceverei qualche messaggio di delusione da alcuni ascoltatori della prima ora, ma non arriverebbero a 10. Il problema è che non so se riuscirei a dormire la notte. 5) Pensi che il fare musica influenzi in qualche modo i rapporti con gli altri (famiglia, relazioni, amici, parenti)? Influenza di sicuro: i miei parenti, i miei amici, sanno che l' argomento "musica" è piuttosto serio per me, non lo si prende troppo alla leggera: inoltre io ho un fratello musicista, mia mamma ha cantato, mio babbo è comunque un rocker degli anni'70, mio nonno portava un'' orchestra romagnola in giro col bus, tre quarti dei miei amici suonano o hanno suonato almeno una volta con me. La risposta, dunque, è sì. Decisamente. 6) Sei legato alla tua città o esiste un posto in cui preferiresti vivere? Sono molto legato alla città dove vivo e sono nato, Forlì, la mia terra non di rado viene ricordata nelle mie canzoni, in un modo o nell' altro: il mio sogno è quello di trasferirmi, ma a pochi chilometri di distanza, nella campagna ravennate, dove vivevano i miei nonni ed esiste ancora un antico casolare, ad oggi disabitato: vorrei sistemarlo, ricavare un B&B e una sala prove e metterla a disposizione degli avventori e dei ragazzi dei paesi vicini: e ci vivrei anch' io, con mia moglie, mio figlio (che ancora non c' è....) e una capretta.



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1) Un aspetto positivo ed uno negativo del fare musica? Il lato positivo, musica o non musica, è fare il cazzo che ti pare.  Ecco, questa cosa difficilmente ti viene perdonata.
2) I talent sono spesso criticati ma a tuo giudizio, perché riscuotono tanto successo? Beh è lo stesso principio per cui ha senso un reality, ad esempio. Metti in campo l'umanità e il quotidiano, la fragilità e il sogno e la stendi nelle fasi in cui nasce e cresce. E poi chiunque ama giudicare, e niente ti fa sentire più sereno nel giudicare del mettere degli artisti in un contesto scolastico. Poi la realtà è che il rock'n'roll lo fai proprio per non andare a scuola, per non avere nessuno che ti dice come devi essere, come ti devi vestire o muovere o parlare. Per questo agisce davvero nelle vite delle persone, perché è una pratica di libertà. Per questo di cento partecipanti hanno una carriera vera in dieci e hanno gente ai concerti in tre. Esiste una grande affezione allo sviluppo drammatico delle parab…

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