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1) Un aspetto positivo ed uno negativo del fare musica?
 
Gli aspetti positivi di fare musica sono infiniti: primo fra tutti quello catartico che riguarda tutte le arti. La sensazione di realizzazione che si prova durante l’atto della scrittura o della performance è infatti qualcosa di impagabile. La musica dà inoltre la possibilità di conoscere le persone e situazioni più imprevedibili. La cosa più bella è il rapporto che si crea fra di noi, la band diventa una seconda famiglia. In negativo senz’altro la frustrazione provocata dagli infiniti tentativi di emergere dalla massa per poter dare il giusto valore che crediamo meriti la nostra musica; tentativi continuamente stroncati da un sistema che premia principalmente chi ha già grandi possibilità piuttosto che talento, ma soprattutto qualcosa da raccontare.

 

2) I talent sono spesso criticati ma a tuo giudizio, perché riscuotono tanto successo?

 
Semplice: il prodotto che proposto è frutto di due strategie che portano ad un successo assicurato. In primis, tutte le scelte di questi format derivano da indagini di mercato sul target che essi stessi si sono stabiliti, permettendo agli organizzatori di sapere con certezza a quale fetta del mercato rivolgersi e cosa le piace; in secundis, il bombardamento mediatico è tale da forzare il pubblico ad apprezzare la loro proposta. Quando accendi radio e tv senti solo prodotti dei talent, è normale quindi che un fruitore musicale medio, senza alcun interesse nel cercarsi qualcosa che apprezza davvero, finisca per gradire solo quello che gli capita sotto il naso. 
 
Esempio: sei al supermercato, ci sono 10 scaffali. Nei primi 9 solo cibo spazzatura, nel più alto cibo di qualità. Se sei pigro e, diciamocelo, anche un po’ ignorante non arriverai mai all’ultimo scaffale ma ti accontenterai di quello che c’è nei primi 9. Questo è il mercato della musica nel 2016.
 


3) Credi che un artista debba schierarsi politicamente?/Approvi la politica nella musica?

 
Su questa domanda ci trovi divisi. Premesso che nel nostro progetto artistico non v’è alcuna contaminazione politica, tendenzialmente Nick (voce e chitarra), Mack (batteria) e Dizo (chitarra) pensano sia meglio ne rimanga fuori affinché la musica tratti solo di arte in quanto tale. Jacopo (basso) ritiene invece che un messaggio legato a principi politici debba comunque passare. Come tutte le altre arti, la musica è un forte veicolo di valori che in passato ha aiutato molte persone a sviluppare un pensiero politico consapevole. I 17 lati, l’EP d’esordio della band, parla solo di un viaggio emozionale e le emozioni sono uguali per tutti.

 

4) Accetteresti di scendere a compromessi per raggiungere il successo o un pubblico maggiore?

 
Se si vuol fare carriera i compromessi sono necessari. La vera domanda è :”Fino a che punto saremmo disposti a scendervi?” Siamo consapevoli che per poter raggiungere un pubblico più ampio si debba ascoltare i consigli di chi è più esperto di noi nel capire cosa piace alle persone, ma solo fino a quando la libertà di esprimere quello che siamo rimanesse inviolata. Nel momento in cui si trattasse di dover mettere in gioco la nostra identità di artisti faremmo certamente un passo indietro.
 

5) Pensi che il fare musica influenzi in qualche modo i rapporti con gli altri (famiglia, relazioni, amici, parenti)?

 
La musica influenza tutto quello che facciamo. Gli amici che abbiamo spesso e volentieri vengono dalla condivisione della musica, i nostri famigliari sanno quanto sia importante per noi e ci sostengono in ciò che facciamo. Quando questo non accade allora si entra in contrasto.

6) Sei legato alla tua città o esiste un posto in cui preferiresti vivere?

 
Siamo molto legati alla zona da cui veniamo, Varese, e nella nostra musica cerchiamo di far rendere percepibile la sensazione che i nostri territori ci trasmettono, nel bene e nel male. Sarebbe bello in futuro potersi trasferire, magari in una grande città per poter subire  più influenze e trasferirle così nelle nostre canzoni.