Il portale della musica Indie italiana

Ok sei un musicista, stai facendo il soundcheck per stasera, non funziona niente, sei in ritardo, piove fa freddo hai mal di gola, e ti arriva il tipico messaggio:

“Ma stasera a che ora iniziate?”

Le alternative sono due:

1) Non sa leggere (è tutto scritto nell’evento facebook cui hai invitato 1000 persone – 20 interessati 10 parteciperanno 11 hanno rifiutato e.g.)

2) Il discorso al punto 2 è lungo quindi metto due punti e a capo:

Perché non si sa quando iniziano i concerti? Perché finisce che iniziano sempre tardi? Perché c’è scritto un orario e poi devi aspettare 1 – 2 ore?

Nei posti grossi a Torino non si inizia prima delle 23, qualunque orario sia scritto, salvo opening bands. Quindi finiscono anche all’una, chi se ne frega se è un martedì e la gente domani lavora, chi se ne frega se uno abita lontano e non ci sono più pullman. Perché funziona in modo così idiota?

Gli unici prevedibili sono i concerti all’aperto, perché se sfori con orari e volumi le multe fioccano.

Invece nei locali più piccoli (proprio dove sei tu adesso a fare il soundcheck che non funziona niente) ognuno ha la sua legge, può iniziare a un orario decente ma anche tardissimo, nessuno può saperlo: ecco perché ti è arrivato il messaggio con quella domanda. E allora:

2.a) Il locale pensa sia meglio tardare un pò; perché così la gente ne beve almeno una in più. E poi, evidentemente, “il loro giro di amici deve ancora arrivare”.

2.b) Anche al gruppo fa comodo tardare un pò; perché ci sono quattro gatti ed è meglio aspettare che si riempia un pò di più. Chissà, magari “il giro del locale deve ancora arrivare”.

2.c) Lo spettatore non ha certo voglia di arrivare prima degli altri. Meglio farsi aspettare che aspettare, è una questione di immagine. La movida ha i suoi codici non scritti. Per non correre il rischio di arrivare prima degli altri, è anche preferibile arrivare a concerto iniziato tanto questi non sono mica i Coldplay. E poi sti concerti iniziano sempre tardi, ormai lo sanno tutti.

Funziona così e ci si può fare ben poco, a meno di un’illuminazione collettiva che inneschi un circolo virtuoso per cui tutto diventa più intelligente.

Morale della favola caro pubblico, tutto è costruito intorno a te, ai tuoi orari, alle tue abitudini, alle tue esigenze di movida. Nessun concerto accade perché si ama la musica. Ogni concerto accade perché amiamo voi. 
Noi (musicisti, locali, organizzatori, direttori artistici, Siae, pusher, pakistani che vendono le rose, ecc) amiamo VOI.

E allora, tornando alla domanda iniziale,

“Ma stasera a che ora iniziate?”

Che cazzo ne so, dimmelo tu!