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La sua “Canzone Indie” ha raggiunto la vetta delle classifiche mondiali non appena pubblicata. L’intera scena non ha potuto ignorare questo fenomeno virale ed oggi, il massimo esponente della “Neomelodic way of life” Enzo Savastano, risponde alle nostre domande per cercare di riportarci sulla retta via.
Forse non riuscirà a dissuaderci dall’usare gli stessi 4 accordi, i maglioncini sdruciti e i sinthy ma di certo presteremo la massima attenzione alle sue parole. Silenzio in sala signore e signori, sale in cattedra il Maestro.
 
 
 
    1)  Buongiorno Sig. Savastano, quali sono i requisiti per definirsi un autentico “Cantante Neomelodico”?
 
Il cantante neomelodico doc deve fidarsi molto degli occhiali che indossa. Nel momento in cui si è stabilito questo feeling si può cominciare a ragionare. Fatto kuesto, bisogna dedicarsi al rito neomelodico per eccellenza. Il matrimonio. Se si sopravvive al primo matrimonio dove si viene invitati a cantare, allora si può dire: “ok, questo è il mestiere che fa per me”. Tutto il resto è talento.
 
    2) Come si pone un esponente della cultura neomelodica nei confronti dei talent show?
 
Io mi pongo male. Un giorno mio figlio Enzo Junior mi ha detto “Papà, voglio fare X factor”. Da quel giorno non ci rivolgiamo più la parola. Per me la gavetta è più sacra di mio figlio. Kuesto se lo deve mettere in testa. Tant’è che se n’è andato di casa. Ha vinto un talent in sud America e adesso fa il personal trainer in una palestra di Vicenza. Come volevasi dimostrare. O gavetta, o niente.
 
    3) Qual’è il segreto per scrivere una perfetta canzone neomelodica?
 
Una notte, avevo dodici anni, mi stavo ritirando da solo a casa. Kamminavo nella squallida periferia di Dubai, sfidando le carcasse degli animali morti e la puzza di kebab andato a male. Mi ferma un santone del posto. Mi riconosce. Avevo cantato al battezzo della nipote. Mi dice: “Prima di venire a vivere in Medioriente, avevo casa a Caivano. Ero cintura nera di neomelodico. L’altro giorno ti ho sentito esibirti. Tu tieni talento. Ma ti manca la ricetta per fare una canzone di successo. Butta una mano in tasca. E tra una serie di skontrini di autogrill, tira fuori un foglio scritto a penna. “Ricetta per un pezzo neomelodico: 100 gr di amore, una spruzzata di rancore, due tocchi di gelosia d’annata. Insaporite il tutto con sdegno, tenacia e passione. Lasciate cuocere a fuoco lento. Servitela ancora bollente”.
 
    4) Guida all’ascolto: quali brani consiglia di ascoltare il Maestro?
 
La mia playlist preferita: “L’infermiera di notte” – Gianni Celeste, “Nun riattaccà“ – Nancy e Salvatore Avallone, “Suite per violoncello” – Johan Sebastian Bach, “La locomotiva” – Francesco Guccini, “Tuo padre non vuole” – Raffaello.
 
    5) La canzone più bella scritta su Napoli?
 
Quella che ancora deve essere scritta.
 
 
giugno 8, 2016

Grande! Dove insegna il maestro? Dove possiamo seguire un suo corso? Con il mio gruppo "brezz: viento da munnezz" vorremmo perfezionarci. Maestro vieni a sentirci! Domenica sera al Frascale di Borgo Appio (CE), Sagra del capitone del Volturno.

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