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1) Un aspetto positivo ed uno negativo del fare musica?
Ciao ragazzi e grazie per averci invitato a fare questa intervista. Gli aspetti positivi nel fare musica sono molteplici, sicuramente quello più importante è poter condividere il proprio vissuto con chi ti ascolta e con chi ascolta i tuoi dischi. Il bello della musica è proprio questo, è la condivisione. Senza contare che per chi scrive musica è un modo per raccontare cose che magari solitamente non diresti o non esterneresti mai, spesso con una chiave non propriamente “diretta” che ti permette, come abbiamo fatto con il nostro ultimo disco “Stupide Abitudini”, di giocare un po’ con le parole usando termini che molto spesso sono retorici, o semplicemente giocando con la musica contrapponendo magari un concetto serio ad una musica più allegra come se si stesse raccondando una pagina triste della propria vita, ormai sorpassata ed assimilita, in modo lieve e senza rancore. Aspetti negativi non ce ne sono molti, anche perchè noi siamo degli instancabili ottimisti, forse il più banale e scontato è quello che purtroppo in Italia lo spazio dedicato alla musica emergente è davvero troppo poco e la gente, proprio per questo motivo, è disabituata all’ascolto della musica originale.
2) I talent sono spesso criticati ma a tuo giudizio, perché riscuotono tanto successo?
I Talent Show riscuotono tanto successo proprio perchè sono degli “Show”. Sono dei pacchetti preconfezionati che sottostanno alle leggi dello show business e quindi studiati appositamente per un alto audience televisivo. Il problema è che nei talent la cosa principale è l’immagine e non la musica e questo non fa altro che “sfornare” artisti che nella maggior parte dei casi sono destinati sin da subito a diventare delle meteore.

3) Credi che un artista debba schierarsi politicamente?/Approvi la politica nella musica?
Personalmente penso che la musica al giorno d’oggi non debba mai essere etichettata politicamente e associaciata ad una fazione politica piuttosto che un’altra. Era una cosa che si faceva un trentennio fa ma ora anche la politica è cambiata. Non ci sono più delle distinzioni nette tra destra o sinistra, gli ideali politici si sono mescolati e in tanti casi si sono persi negl’anni e le distinzioni sono sempre meno nette. Detto questo la musica sono idee, pensieri, a volte protesta, a volte nemmeno tutto questo, ma semplici racconti di qualche cosa che si vuole esprimere e raccontare. La politica non dovrebbe mai essere un mezzo per divulgare la propria musica e la musica a sua volta non dovrebbe mai essere associata alla politica.
4) Accetteresti di scendere a compromessi per raggiungere il successo o un pubblico maggiore?
Non voglio essere ipocrita e non saprei dirti se in futuro potremmo trovare dei compromessi per aumentare la nostra visibilità. Noi siamo abituati a non guardare avanti e affrontiamo ogni situazione ed occasione che ci capita “step by step”. Dipende senza dubbio dai compromessi, di certo posso dire che non accetteremmo mai delle proposte che sconvolgerebbero la vera natura dei Seta. Secondo me la chiave di tutto sta nella troppa “smania” di raggiungere il successo che non si dovrebbe mai avere perchè è quella che porta a prendere delle scelte molto spesso sbagliate che sortiscono nella maggior parte dei casi l’effetto contrario.
5) Pensi che il fare musica influenzi in qualche modo i rapporti con gli altri (famiglia, relazioni, amici, parenti)?
Indubbiamente. Non in modo negativo ma sicuramente l’impegno e i sacrifici che facciamo come band si riflettono a loro volta nelle persone che ti circondano che indirettamente le subiscono. È fondamentale il loro appoggio perchè altrimenti il rischio è quello di non lavorare serenamente e ne risentiebbe la nostra musica. Infatti penso che a loro debba essere rivolto un grandissimo GRAZIE perchè senza di loro quello che abbiamo fatto in passato e che faremo in futuro sarebbe davvero poca cosa.
6) Sei legato alla tua città o esiste un posto in cui preferiresti vivere?
Siamo molto legati alle nostre radici e alla nostra Verona. È un posto che ha molto condizionato il nostro modo di vivere e quello che siamo. Molto spesso ai veronesi viene attribuito il fatto di essere poco cordiali e in alcuni casi dei razzisti ma possiamo dire in tutta franchezza che non è assolutamente cosi. Siamo senza ombra di dubbio degli inguaribili goliardici ma niente di più e sinceramente non abbiamo posti dove preferiremmo vivere se non qui. La musica non deve avere territorialità e come detto prima nemmeno politica, la musica dovrebbe essere tutti. Ha nella sua natura la capacità di non essere vincolata ad appartenze di nessun tipo e di essere libera e fruibile a tutti.