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ANDREA CAOVINI de "La malastrada" - la sua opinione in 6 domande

1) Un aspetto positivo ed uno negativo del fare musica?
" L'indipendenza che è la mia forza, implica la solitudine che è la mia debolezza." con questa citazione di P.P.Pasolini rispondo alla prima domanda. Fare musica in modo indipendente ti lascia completamente libero di sperimentare e conoscerti, ma nella maggior parte dei casi ti lascia anche enormemente solo.

2) I talent sono spesso criticati ma a tuo giudizio, perché riscuotono tanto successo?
I talent non rappresentano la musica, ma lo spettacolo e l'intrattenimento, se a qualcuno fosse fregato della musica avrebbero anche fatto talent per pianisti, chitarristi ecc...


3) Credi che un artista debba schierarsi politicamente?/Approvi la politica nella musica?
La politica nella musica ci può stare, quando è imprescindibile dalla persona, quando evitando di trattarne chi compone non sarebbe se stesso. Non è il mio caso :-)

4) Accetteresti di scendere a compromessi per raggiungere il successo o un pubblico maggiore?
Compromessi sono davanti ai nostri occhi tutti i giorni, non hanno in loro nulla di male, non scenderci sarebbe essere del tutto sicuri di essere perfetti. Un arrangiamento diverso di un brano può essere un compromesso, ma se fa bene alla tua musica perché privartene. Obbligarti a cambiare un musicista, cosa di cui si sente parlare spesso, quello non è un compromesso, è un ricatto, come "venderti" le edizioni, farti pagare un'apertura... Ecco, compromessi sì, ricatti sicuramente no!

5) Pensi che il fare musica influenzi in qualche modo i rapporti con gli altri (famiglia, relazioni, amici, parenti)?
Alla mia età (38 anni) ci hanno tutti fatto il callo, lo vedono tutti come un lavoro autonomo, di quelli che o sei ricco o sei povero, senza troppe vie di mezzo, e la questione economica è quella a cui tutti legano o meno la tua bravura, se sei ricco sei bravo, se sei povero chi te lo fa fare a non trovarti un lavoro vero. Io è da qualche anno che non chiedo niente a mia madre, perciò è convinta che io sia bravo, ricco e famoso.

6) Sei legato alla tua città o esiste un posto in cui preferiresti vivere?
Io vivo ai castelli romani, in mezz'ora sono tra i monumenti che miliardi di persone possono visitare se sono fortunati una volta nella vita. In mezz'ora sono al mare, in tre quarti d'ora raggiungo piste da sci, ho un lago sotto casa, giardini e boschi da visitare. Non preferirei vivere in nessun altro posto. Se parliamo di occasioni lavorative nel campo musicale in questo momento la provincia romana è il luogo creativo più florido d'Italia, a parte le chiusure dei live club e degli spazi occupati, ma del resto non mi pare che altrove ci sia l'El Dorado...




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1) Un aspetto positivo ed uno negativo del fare musica? Il lato positivo, musica o non musica, è fare il cazzo che ti pare.  Ecco, questa cosa difficilmente ti viene perdonata.
2) I talent sono spesso criticati ma a tuo giudizio, perché riscuotono tanto successo? Beh è lo stesso principio per cui ha senso un reality, ad esempio. Metti in campo l'umanità e il quotidiano, la fragilità e il sogno e la stendi nelle fasi in cui nasce e cresce. E poi chiunque ama giudicare, e niente ti fa sentire più sereno nel giudicare del mettere degli artisti in un contesto scolastico. Poi la realtà è che il rock'n'roll lo fai proprio per non andare a scuola, per non avere nessuno che ti dice come devi essere, come ti devi vestire o muovere o parlare. Per questo agisce davvero nelle vite delle persone, perché è una pratica di libertà. Per questo di cento partecipanti hanno una carriera vera in dieci e hanno gente ai concerti in tre. Esiste una grande affezione allo sviluppo drammatico delle parab…

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