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METALLO ARRUGGINITO di Marco Zuppa

Bisogna arrendersi all'evidenza. 
Il Metal non gode più di ottima salute. 

I porta bandiera di questo genere sono ormai morti o avanti con l'età. 
Vi chiederete: "E a noi che cacchio ce ne frega?"
A noi frega e parecchio. Perché il Metal è un genere che affonda le sue radici in un movimento che ha molto in comune con l'Indie.
Come potrete leggere in questo articolo, il Wall Street Journal lo ha classificato come un genere trasversale ad un'area geografica. Mentre il Pop si sviluppa maggiormente nei paesi occidentali, il Country negli States, il Metal sembra crescere con la globalizzazione economica del mondo.
Sembra infatti che l'allargarsi dei ceti medi, porti ad uno sviluppo spontaneo di questo genere e dei suoi sottogeneri.



Se non site convinti date un'occhiata a questa MusicTimeline di Google e noterete come l'Indie e il Metal hanno una vita molto simile.

Forse perché questi tipi di musica hanno saputo leggere e far sfogare le frustrazioni di ambienti soggiogati da industrializzazione, solitudine, rabbia repressa.
Tutti sentimenti che, prima o poi, abbiamo provato tutti.

Forse l'Indie è più ironico o comunque meno duro nelle sonorità ma in fondo, il Metal, è un genere affine. Un parente lontano.
Potremmo dire che il Metal è lo zio d'America dell'Indie.

A rovinarlo non sono stati gli abusi, gli eccessi, l'alcol, le droghe, le scopate in camerino o le leggende metropolitane.
A fotterlo per davvero è stata la necessità di assecondare un pubblico. 

La moda, l'industria.

Quando i Judas Priest iniziarono erano un gruppo di ragazzi dei sobborghi inglesi, cresciuti in un posto in cui la massima aspirazione era lavorare nella fonderia in cui lavorava tuo padre.

Ceto medio.

E questa assenza di prospettiva ha portato loro ed altri "gruppetti" della medesima estrazione sociale a sfogarsi in un modo universalmente riconosciuto: componendo musica.
E non solo musica, ma musica ribelle. 

La ribellione che, come diceva Lemmy (R.I.P.) si fa per il gusto di farla, per divertirsi. Perché ti aiuta a sopportare l'idea di fare un'altra settimana in fabbrica.

Il legame tra le frustrazioni della vita di tutti i giorni e questo genere è sempre stato solido.

Finché non è diventato un business.

L'industria ha capito di poter fare tanti soldi con questo genere e ha iniziato a creare prodotti.

Prodotti pronti al consumo, distanti dalle vere radici di questo genere.

Quindi se il Metal sta male, la società sta male.

Adesso l'industria ha corrotto tutto.
E se cerchiamo colpevoli, come diceva V per Vendetta, dobbiamo purtroppo guardarci allo specchio.

Perché se l'industria prova a corrompere, l'artista si lascia corrompere.

Ai mostri sacri però non bisogna chiedere altro.

Sono ancora lì. Fanno il loro show e molti producono ancora inediti, n
onostante sappiano che la gente accorre per vedere il mostro o forse, sarebbe più gusto dire, per sentire il classico.

Ai grandi di questo genere bisogna riconoscere la forza di aver fatto il passo, aver sdoganato il genere.

Aver saputo dare voce alla rabbia.

Perché dopo una giornata fatta di squilli, messaggi, priorità, obiettivi, vendite, fatturati, analisi, litigi, aperitivi, ecc, ci sentiamo tutti paranoici.

E la chitarra di Tony Iommi, la voce disperata e graffiante di Ozzy sono sempre lì, a tradurre i nostri stati d'animo.

Dal 1970.

E non è cambiato niente, ci sentiamo nello stesso modo.

L'industria è cresciuta e la Ribellione è diminuita, sedata dalla moda.
Alle fonderie ed alle industrie si sono sostituiti gli uffici, le riunioni, le telefonate continue e tutte le stronzate che ci soffocano ogni giorno.

Adesso non resta che chiederci chi raccoglierà lo scettro?

Chi estrarrà la spada dalla roccia?

Non sarà qualcuno che troverete in radio, fidatevi di me.
Come ha detto Red Ronnie in un video che sta girando ultimamente sui talent: "Oggi si creano idoli vuoti, perché l'artista vero rompe i coglioni."

Quindi il vostro eroe lo troverete in strada, in qualche locale.

Sarà qualcuno di estremo, qualcuno a cui non vi avvicinereste magari.

Ma sentirete la sua forza, il suo obiettivo, la sua rabbia.

E ve ne accorgerete se è genuina.

Non fatevi ingannare dalle emulazioni tanto in voga ora.

Arrabbiatevi.

Gridate.

Digrignate i denti.

Cercate la musica che vi aiuta a sfogare questi sentimenti.

Perché in mezzo agli altri, questa energia si trasforma in qualcosa di positivo.

Non fatevi ingannare da chi dice che ascoltare certi generi fa male.

Un bastardo è un bastardo indipendentemente dalla musica che ascolta.

Fa semplicemente comodo pensarlo.

Perché se qualcuno spara nella folla è più semplice dare la colpa al Marilyn Manson di turno, invece di accettare che a qualcuno (parecchia gente) sia sfuggita la deriva mentale che attanagliava una persona vicina.

Non demonizziamo la musica. Nessuna musica e nessun genere.

Accettiamo piuttosto i nostri demoni e impariamo a combatterli o, perlomeno a conviverci.

Ad ogni modo, il Metal sta male.

E' diventato un genere ed è un peccato. Perché anni fa, era nato come un movimento.

Per cambiare le cose non bastano i gruppi. Servono anche orecchie aperte che li ascoltino.

Aprite le vostre.

Scuotete le teste.

Alzate i pugni e fate il segno delle corna.

Alla fin fine si tratta solo di Rockehm......Metal, ma ci piacciono.






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