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ANDREA FARDELLA - L'incontro

1) Come vorresti si chiudesse la tua carriera musicale, ossia, che obiettivi vorresti raggiungere nella musica?

L'obiettivo che mi prefiggo ogni volta che suono di fronte a qualcuno è quello di smuovere , di scuotere , di esprimere me stesso con tutta l'onestà e l'autenticità che posso.  

2) Preferisci suonare in studio o live e perché?

Lo studio e il live sono due mondi completamente diversi ed entrambi danno soddisfazioni. Lo studio è come la stanza dei giochi, puoi sbizzarrirti con la creatività manipolando i suoni come più ti piace. Il live è il connubio tra istinto e controllo , la giusta combinazione di questi due ingredienti.  


3 ) Un artista della scena di Torino che ti piace e perché?

Carlo Barbagallo, siracusano trapiantato a Torino e non solo perché è il produttore artistico del mio disco di esordio ma anche perché la sua musica osa, spazia, sperimenta e lo fa con raffinata maestria e impeto bruciante.  

4 ) Un artista della scena di Torino che non ti piace e perché?

Non saprei, Torino offre grande varietà in ambito musicale, ed è piena di musicisti e cantautori di alto livello. In generale posso dire che musicalmente non mi piace tutto ciò che mi aspetto prima che accada. 

5 ) Quale locali consigli di frequentare a chi vuole suonare e/o vedere concerti?

Blah Blah, Caffè Neruda, Officine Corsare , Hiroshima Mon Amour, ma anche i piccoli circoli arci dove spesso capita di assistere a concerti di artisti sconosciuti di altissimo livello 

6 )  Una canzone vorresti non aver scritto e perché?

" I can't escape myself " dal primo album dei The Sound, gruppo inglese che ho sempre amato e seguito tantissimo.Amo questa canzone. E' un capolavoro. 

7 ) Una canzone che vorresti non aver scritto e perché?

Tante

8) Qual è il compito di un artista secondo te e che importanza ha oggi?

Il compito di un artista è quello di smuovere le coscienze , educare alla bellezza nella sua accezione più ampia. 

9) Cosa pensi della scena musicale di Torino?

Torino ha una scena musicale molto sviluppata e ci sono molti musicisti e cantautori di valore. Il rischio è che la scena si chiuda in se stessa rendendo difficili gli scambi, il mutuoaiuto , la condivisione che mai come ora è fondamentale.




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