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Quella dell’Easter Egg (l’uovo di Pasqua) è una tradizione millenaria che affonda le sue radici nei secoli dei secoli e di cui, a noi, non frega un accidente.

Perché i soli Easter Eggs che ci interessano, sono quelli più noti come “contenuti nascosti”.

Saprete certamente che a volte nei dischi o nei dvd, vengono nascosti contenuti speciali supplementari a quelli ufficiali.

Cliccando in giro per i menù potreste scoprire curiosità interessanti.


Nei videogames potreste accedere a nuovi livelli o a funzionalità particolari.

Nella storia della musica ci sono tantissimi easter egg, molti dei quali potrete leggerli su questo articolo.

E’ una specie di caccia al tesoro e, come tutte le cacce al tesoro, affascina per la ricerca.

Ad interessarci è l’enigma, il mistero.

Questo è un concetto che si dovrebbe conservare e proteggere in campo artistico e che, invece, sta iniziando a cedere.

Sempre più spesso ad esempio, le tracklist dei concerti vengono comunicate in anticipo, sia dai piccoli che dai grandi artisti.

Da Giovanni Lindo Ferretti ai Kiss, passando per gli Iron Maiden, è sempre più diffusa la consuetudine di svelare i brani in scaletta.

Quasi si trattasse dei prodotti messi in vetrina. 

Sapere prima che forma ha un palco è una cosa, conoscere prima i momenti salienti di uno show, è un’altra. 

In una scaletta c’è il primo brano, il cosiddetto “opening act” che deve essere d’impatto. A metà scaletta si assiste spesso ad un momento di raccoglimento seguito da un’altro momento topico e poi ci si prepara per il gran finale. Quello che deve asciare a bocca aperta.

E invece no. O almeno non del tutto. Perché grazie a questa nuova moda di mettere tutto in esposizione si perde il gusto della scoperta.

Prendete per esempio Caparezza. I suoi show sono ricchi di scenografie ed effetti che arricchiscono il suo live set. Ma sono un contorno. Sono i brani che esegue che fanno lo show.
E su quelli l’ex Mikimix tiene il becco ben cucito (per fortuna!).

Prendiamo invece gli Iron Maiden, alfieri britannici del metal che hanno pubblicato l’intera scaletta dei brani eseguiti durante l’attuale tour sul loro sito.

E io che ho già il biglietto adesso devo evitare di farmi rovinare la sorpresa.

E non devo guardarmi più solo dal Web in generale, devo guardarmi dagli stessi artisti.

Forse la colpa però va divisa, tra noi che stiamo sotto il palco e gli artisti che sono sopra. 

Gli artisti assecondano le mode, i gusti. Adesso bisogna condividere, svelare e diciamocelo, sputtanare anche un pò tutto.

E’ tutto sotto gli occhi di tutti.

Sempre.

Noi che viviamo gli show da spettatori, dovremmo ritrovare il gusto di farci sorprendere. Quello stesso gusto che avevamo nel rompere le uova di cioccolato che a volte magari nascondevano una sorpresa  brutta, ma alla fine c’era la consolazione di una scorpacciata di cioccolato.

Con gli show (ma anche con i libri, i film, gli spettacoli teatrali ecc), è lo stesso.

Bisogna farsi affascinare dalla trama, dal tema, dalla locandina e provare.
Se poi non dovesse piacerci, allora avremmo comunque la consolazione di aver visto uno spettacolo, magari visitato un teatro o forse addirittura conosciuto qualcuno.

Molti di voi obietteranno che oggi un concerto costa troppo per permettersi di rischiare ma questo è un discorso diverso e ne parleremo in modo approfondito in futuro (presto).

Ora come ora credo sia più importante fare la propria parte e guadagnarci quella sorpresa.

Basta poco, magari solo un uso più consapevole dei social.
Non è obbligatorio scrivere tutto, ma proprio tutto sulla nostra bacheca.

Quindi non serve svelare il finale del Sesto Senso

Non serve nemmeno dire quale personaggio ci lascia le penne in Star Wars.

Non serve anticipare i dischi con ascolti in anteprima, estratti, ecc.

E di certo non serve pubblicare la scaletta di un concerto in anticipo.

Questa è una moda dei nostri giorni, specchio dei tempi.
Pensate che alla fine del film “Testimone d’accusa” giallo del 1957, il regista Billy Wilder aveva fatto inserire una scritta in cui raccomandava a tutti gli spettatori di non svelare il finale del film per non rovinare la visione a nessuno.

Oggi dovremmo avere la stessa considerazione tra di noi che siamo il pubblico, per poi richiederla agli artisti.

Forse quello che serve davvero è solo ritrovare la voglia di stupire e di farsi stupire.

Quindi il nostro augurio a tutti voi non è quello di trovare belle sorprese nelle vostre uova, ma di avere voglia di cercarle.

Sempre.