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9 domande a: OCTO SIDE - Intervista sulla musica Indie a Torinoa

  1. Come vorresti si chiudesse la tua carriera musicale, ossia, che obiettivi vorresti raggiungere nella musica?
Diventare famosi, girare il mondo, vendere milioni di dischi e morire di una morte poetica che consacrasse ai posteri la nostra fama di artisti maledetti. Troppo eh?
  1. Preferisci suonare in studio o live e perché?
Live sicuramente! Suonare e registrare in studio è stimolante perché si riesce a fissare e rielaborare le idee. Ma è durante i concerti che sentiamo le emozioni più forti e speriamo le senta anche chi ci ascolta.

  1. Un artista della scena di Torino che ti piace e perché?
Due: gli AnthonyLaszlo perché sono un duo come noi, fanno musica genuina e con uno di loro siamo vicini di casa; e i Fucktotum, non c’è bisogno di dire perché.
  1. Un artista della scena di Torino che non ti piace e perché?
I metallari che suonano nella sala prove accanto alla nostra e che tengono sempre i volumi appalla sovrastando i nostri momenti lento-strappalacrime.
  1. Quale locali consigli di frequentare a chi vuole suonare e/o vedere concerti?
Purtroppo ultimamente a Torino sembra che i locali dove si fanno concerti interessanti siano un po’ meno rispetto a qualche tempo fa. Noi frequentiamo spesso il Blah Blah; e anche al Manhattan si passano sempre belle serate rumorose.
  1. Una canzone che vorresti aver scritto e perché?
RedRight Hand’ di Nick Cave & the Bad Seeds. Perché? Ascoltatela e capirete.
  1. Una canzone che vorresti non aver scritto e perché?
Dateci tempo di scriverne ancora qualcuna per trovare quella di cui pentirci.
  1. Qual è il compito di un artista secondo te e che importanza ha oggi?
L’artista non ha nessun compito. Si può dire tale quando segue il proprio bisogno di espressione e butta fuori le proprie emozioni, allegre o tristi che siano. E’ sempre importante quando le altre persone si ritrovano in queste emozioni e si crea così una connessione profonda. Questo è quello che proviamo ascoltando la musica che ci piace e che può trasformare una semplice sequenza di accordi in qualcosa di ultraterreno.
  1. Cosa pensi della scena musicale di Torino?
C’è sempre fermento e tantissimi gruppi che fanno tanti generi diversi, e questo è un bene. Purtroppo i gestori dei locali tendono a non valorizzare tutto questo: è abbastanza facile trovare un posto dove suonare, un po’ meno un’adeguata sponsorizzazione ed un trattamento rispettoso. Dall’altra parte del palco vediamo poca voglia, da parte del pubblico, di aprirsi ad ascoltare un gruppo che non si conosce. Tra i gruppi e gli artisti stessi, d’altro canto, un po’ di cooperazione e di mutuo sostegno in più farebbe una grande differenza.  


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