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1. Come vorresti si chiudesse la tua carriera musicale, ossia, che obiettivi vorresti raggiungere nella musica?

L’ obiettivo è quello di raggiungere più persone possibili con la mia musica. Far provare emozioni,far sorridere e riflettere.

2. Preferisci suonare in studio o live e perché?


Suonare è sempre bello, ma vivo per stare sul palco: l’adrenalina prima di cominciare, le luci, il pubblico, gli applausi…emozioni impagabili.


3. Un artista della scena di Torino che ti piace e perché?


Andrea Marzolla è l’artista che mi ha maggiormente colpito,forse perché 

abbiamo stile ed influenze simili.

4. Un artista della scena di Torino che non ti piace e perché?


Non parlo mai male di nessun collega, non è il mio stile.


5. Quale locali consigli di frequentare a chi vuole suonare e/o vedere concerti?


Sono cresciuto al Manhattan e ci torno spesso, poi Il Maglio per le Cover band, l’Arci Sud e Officine Corsare.


6. Una canzone che vorresti aver scritto e perché?


Per quanti riguarda il panorama italiano, direi che Vasco ha scritto parecchie canzoni che avrei voluto scrivere io!


7. Una canzone che vorresti non aver scritto e perché?


Amo tutte le mie canzoni, sono figlie di vari momenti e non posso che amarle tutte…per il momento!


8. Qual è il compito di un artista secondo te e che importanza ha oggi?


L’artista ha sempre avuto il compito di far riflettere, raccontare la vita quotidiana e i suoi problemi per condividerli insieme e sentirne meno il peso. Oggi c’è mancanza di artisti “veri” di figure che diano una smossa a questa società individualista.


9.Cosa pensi della scena musicale di Torino? 


Sono molto contento di quello che succede in città: vedo più musicisti, concerti e iniziative rispetto qualche anno fa. Speriamo continui così..