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A BORDO DELLA CORAZZATA KOTIOMKIN di Marco Zuppa

Oggi mi voglio sfogare.

Lo so che non si dovrebbe usare un blog per uno sfogo personale ma credo di aver accumulato troppi sassolini nelle scarpe.
Dopo aver letto tante dichiarazioni da parte di personaggi illustri del mondo della musica e averci pensato un po’ su, mi è venuta la voglia di rispondere e il vantaggio di avere un blog è che si può dire la propria senza che nessuno si intrometta.

Avrete anche già capito a chi mi riferisco. Li conoscete tutti. Dal buon Giovanni Allevi al favoloso trio del Volo, dalla Pausini ad Alessandro Massara della Universal.

All’appello non manca nessuno.


Però attenzione, non parliamo di provare a fare del gossip.

A me preme capire, arrivare un po’ più vicino al nocciolo della questione, ossia:

ci prendono per il culo o sono veramente idioti?

Sì perché sappiamo tutti che Giovanni Allevi ha ben presente la definizione di ritmo in musica e sentirgli dire che Beethoven ne era privo è un’affermazione di comodo.
E che dire del Volo? Forse per loro si poteva ipotizzare un’ingenuità dovuta all’età, se non fosse che ormai sono passati 6 anni da quando furono presi sotto l’ala scaltra e protettiva di Tony Renis. Quindi perché non fare un po’ di clamore tirando in ballo i Led Zeppelin?

Per la Pausini vedendo la sua intervista mi è parso chiaro quale fosse l’intenzione. Lo ha addirittura affermato che sapeva di dire qualcosa che avrebbe fatto clamore.

Sono contro le lezioni di canto perché nessuno può spiegare a qualcun altro come cantare ed esprimersi.

Brava…..

Qui è andata sul sicuro, riaprendo la vecchia polemica: ma la tecnica uccide la creatività?

Per inciso, secondo me la tecnica aiuta a prevenire danni anche seri (dai polipi alla sindrome del tunnel carpale, a seconda dello strumento), e dà a chi studia un’ampia padronanza di stili e registri. 
Sostenere il contrario sarebbe come dire che non sapete differenziare le vostre capacità di comunicazione perché avete studiato Italiano a scuola. Eppure, proprio grazie a quello studio potete sostenere tanto un colloquio di lavoro, quanto una conversazione tra una birra e l’altra con i vostri amici senza sembrare fuori luogo.

Ma torniamo a noi. Parlavamo di clamore.

Ecco il punto è proprio questo. 

Quanto vale questa voglia di fare clamore?

E lo scopo di questi artisti è quindi fare clamore?

Di certo non è fare polemica perché per far polemica ci vogliono basi solide, conoscenze e pensieri ponderati. Qui tutto questo manca.

C’è solo la voglia di accendere dibattiti, alimentare fuochi che però non scaldano. Vanno bene per avere un po’ di eco mediatico, utilissimo ad avere visualizzazioni in più sui vari Facebook e Youtube. In pratica servono a rimpolpare un po’ i guadagni dato che i dischi non si vendono più come prima…...

E già che ci siamo tiriamoci dentro anche la cara Industria Discografica e veniamo alle dichiarazioni di Alessandro Massara, presidente della Universal Music.

Secondo lui il nostro “è un paese per vecchi”, “le radio non danno spazio agli artisti giovani” e a seguire altre magnifiche ovvietà che potete leggere in questo articolo di Rockit.

Sentire queste cose da un artista mi avvilisce già abbastanza ma dal presidente di un’etichetta di rilevanza nazionale mi fa incazzare.

Perché quando escono singoli di artisti del calibro di Jovanotti, Emma o Tiziano Ferro, le case discografiche sono bravissime a trovare lo spazio radio per metterli in heavy rotation. Invece di lamentarsi sul fatto che il nostro paese è vecchio, le etichette dovrebbero riprendere a girare i posti dove gira la musica e scoprirebbero che di musica ce n’è tanta. Così come ci sono tanti ottimi artisti che hanno il pregio di cantare in italiano (non come la nuova proposta della Universal).

Sostiene inoltre che nelle classifiche non ci sono artisti indipendenti e che bisogna quindi riconoscere l’utilità delle case discografiche.
Quando vedrò qualcuno dei loro ai concerti (in mezzo al pubblico, a contatto con gli artisti, come si faceva una volta), invece che chiusi in ufficio, inizierò a crederci.

Quando apriranno un ufficio preposto e personale formato per fare scouting, invece di comprare vittorie a Sanremo con centralini truccati e spazi sui talent-show, allora ci crederò.

Per ora sono orgoglioso di vivere in una città che fa pulsare di vita vera la sua scena, orgogliosamente Indiependente.

E quindi mi unisco ancora una volta al Ragionier Ugo Fantozzi dell’Ufficio Sinistri e grido a gran voce che le varie affermazioni di questi sedicenti professionisti, a mio giudizio, non sono che una cagata pazzesca.


Potrete dire che cerco polemiche anche io ma anche se fosse, almeno non ho tirato in ballo Beethoven o i Led Zeppelin, conscio che il loro lascito artistico sopravvivrà ancora a lungo e che non è certo paragonabile all’intonare Funicolì Funicolà, seppur all’Arena di Verona.



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