Il portale della musica Indie italiana

1. Come vorresti si chiudesse la tua carriera musicale, ossia, che obiettivi vorresti raggiungere nella musica?

Far ascoltare la nostra musica al numero di persone più alto possibile.

2. Preferisci suonare in studio o live e perché?

Amiamo tutti e due… lavorare in studio ci permette di creare un prodotto curato nei minimi particolare. Dei live ci piace il contatto con il pubblico ed ovviamente più il pubblico è numeroso e reattivo, più noi riusciamo ad esprimerci.

3. Un artista della scena di Torino che ti piace e perché?

Ce ne sono tantissimi, scegliamo “Diego Fabbri” per fargli un po’ di pubblicità in quanto poco conosciuto. Di lui ci piace che, a differenza di tanti cantautori, cura molto anche gli arrangiamenti e l’armonia della parte musicale.

4. Un artista della scena di Torino che non ti piace e perché?

Nessuno, Se una cosa non cattura la nostra attenzione, nono andiamo a sentire il live o vedere i video youtube. Fino ad ora tutti gli artisti Torinesi che abbiamo seguito, ci sono piaciuti.

5. Quale locali consigli di frequentare a chi vuole suonare e/o vedere concerti?

Torino, secondo noi, è una delle città più vive musicalmente d’Italia. Consigliamo i locali che fanno suonare i gruppi che fanno musica originale. Fortunatamente a Torino ce ne sono parecchi.


6. Una canzone che vorresti aver scritto e perché?

Luna in piena di Nada… perchè è l’unica cover che eseguiamo in live e sarebbe bello aver scritto anche quella.

7. Una canzone che vorresti non aver scritto e perché?

Per ora nessuna. Siamo felici di aver scritto tutte le canzoni che proponiamo.

8. Qual è il compito di un artista secondo te e che importanza ha oggi?

Il compito di un’artista è tirare fuori quello che ha dentro, esprimere quello che sente di dover condividere con la massima dedizione possibile.

9. Cosa pensi della scena musicale di Torino?

E’ viva… molto viva. Purtroppo però mancano i soldi ed i cachet sono bassi o nulli. Senza introiti i gruppi non possono entrare in studio di incisione e produrre musica. Inoltre la crisi spinge la gente a comprare di meno i cd degli emergenti (quando riescono a farli) che quindi non possono nemmeno rientrare delle spese di produzione spesso sponsorizzate coi propri risparmi. Se tutto rimane gratis a vita, gli emergenti rimarranno “emergenti a vita” e nel circuito mainstream continueranno ad esistere solo le solite cariatidi che oramai non hanno quasi più nulla da dire.