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1. Come vorresti si chiudesse la tua carriera musicale, ossia, che obiettivi vorresti raggiungere nella musica? 
Chi suona pensa spesso che l’obiettivo sia diventare famosi.. I famosi oggi in Italia sono Ligabue, Vasco, Pausini, Ramazzotti? Senza mancare di rispetto a nessuno, non scrivono qualcosa di interessante da anni. Oggi forse addirittura DeGregori o Capossela sono di nicchia. Così come nella nicchia troviamo Brunori, Mannarino, Dente, Tre allegri ragazzi morti, Vasco Brondi e tanti altri. Il mio obiettivo è di conquistarmi col tempo, con i concerti e con i dischi il mio pubblico di nicchia.

2. Preferisci suonare in studio o live e perché?
Entrambi, anche perché sono due situazioni molto diverse. Mi piace suonare live perché è il mio ambiente naturale da sempre e mi piace suonare in studio perché è li che le idee prendono forma. Si tratta sempre di musica, ma nel primo caso è esibizione nel secondo creazione.



3. Un artista della scena di Torino che ti piace e perché?
Maltese. Perchè è un bravissimo cantautore, ha avuto un bel percorso, diversi riconoscimenti importanti e rimane con i piedi per terra. Abitiamo nello stesso paese ed abbiamo la stessa età. Strano ma ci siamo conosciuti solo un anno fa ad un concorso a cui abbiamo partecipato entrambi. Ci siamo piaciuti da subito. Proprio in questi giorni sta partecipando alle registrazioni del mio nuovo disco suonando e cantando in tre pezzi.

4. Un artista della scena di Torino che non ti piace e perché?
Potrei fare un paio di nomi, ma non mi sembra giusto parlar male. Comunque non mi piacciono gli artisti che assumono un atteggiamento di superiorità fino a non voler suonare in locali piccoli o con poca gente. Non condivido questo atteggiamento nemmeno nelle star, lo trovo a dir poco vergognoso nei gruppi che non sono nessuno. Personalmente credo che chi suona debba farlo per passione. Io ho avuto la fortuna di suonare due volte davanti a 13000 persone, ma credetemi mi hanno dato più soddisfazione serate davanti ad un pubblico ristretto ed a pochi metri da me. Credo sia anche più difficile fare un bel concerto davanti a pochi piuttosto che ad una moltitudine.

5. Quale locali consigli di frequentare a chi vuole suonare e/o vedere concerti?
Guarda, la mia zona (il Canavese) è abbastanza depressa da questo punto di vista. Ma ci sono due locali molto interessanti. Uno è “La Cantina” a Cuorgnè dove ci sono concerti tre giorni a settimana ed è sempre molto frequentato. L’altro è “Il Circoletto” a Pont Canavese, dove si svolgono pochi concerti ma ogni volta il pubblico è attento e partecipe. Ho fatto una trentina di date quest’anno con lo ScimpanzèTour dal Piemonte alla Basilicata ed ho notato che i Circoli sono sempre una certezza riguardo alla qualità del pubblico.

6. Una canzone che vorresti aver scritto e perché?
Tantissime! Difficile sceglierne una. Qualunque canzone di DeAndrè, se devo sceglierne proprio una “La canzone di Marinella” perché è una canzone perfetta.

7. Una canzone che vorresti non fosse mai stata scritta e perché?
Qualunque canzone dei Modà o dei DearJack. Non mi piace questo tipo di musica perché la trovo banale. Piacciono a molta gente quindi un motivo ci sarà, ma io da ascoltatore se li trovo in radio o in tv cambio canale.

8. Qual è il compito di un artista secondo te e che importanza ha oggi?
Credo che il compito di un artista oggi e sempre sia essere sincero. Indipendentemente da che musica fa e da cosa scrive un artista sincero arriva al pubblico e dura nel tempo. 

9. Cosa pensi della scena musicale di Torino?
Spesso si parla male delle cose vicine e sembra sempre che il meglio sia altrove. Per esempio per alcuni musicisti torinesi sembra che Milano sia Los Angeles. Invece credo che la scena musicale di Torino sia molto più interessante. Ecco diciamo che forse Torino sta a Milano come gli Afterhours stanno ai Modà.