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9 Domande a: MIRIAM GALLEA - Intervista sulla musica Indie a Torino


1. Come vorresti si chiudesse la tua carriera musicale, ossia, che obiettivi vorresti raggiungere nella musica?

Ho sempre pensato e voluto che la musica facesse parte della mia vita. Ho sempre desiderato far carriera con la mia passione, sperando che la gente canti le mie canzoni. Come vorrei che si concludesse? Non saprei. Sogno di diventare qualcuno con la mia musica, ricordata e apprezzata. Questo mi sembra già un bell’obiettivo.

2. Preferisci suonare in studio o live e perché?

Al momento preferisco suonare dal vivo. In studio temo di non riuscire ad esprimere tutto quello che ho e sicuramente adoro l’adrenalina che si crea su un palco, con un pubblico e magari anche con un gruppo con cui si percepisca una bella intesa.


3. Un artista della scena di Torino che ti piace e perché?

Ne conosco e ne seguo molti. DanieleCelona è uno degli artisti che apprezzo di più in questo periodo. Mi piace molto la carica dei suoi brani e le parole che utilizza. E che canto a squarciagola ogni volta.

4. Un artista della scena di Torino che non ti piace e perché?

Passo. Ci sto pensando da troppo tempo e non mi viene in mente.

5. Quale locali consigli di frequentare a chi vuole suonare e/o vedere concerti?

Sicuramente Hiroshima Mon Amour, Cap10100, Blah Blah, Cafè Neruda, Spazio211 e perché no, se si vogliono ascoltare bei concerti cambiando un po’ genere, Auditoriumdella Rai, sede della’Orchestra Nazionale.

6. Una canzone che vorresti aver scritto e perché?

Che domanda difficile!!! Se ne possono dire un po’? Forse al momento That blackbat licorice di Jack White: mi da una carica pazzesca, lo stimo molto come artista. Ma anche Grace di Jeff Buckley, artista che amo, LittleGirl Blue di Janis Joplin.. una ballatona! E Come è profondo il maredi Dalla.

7. Una canzone che vorresti non fosse mai stata scritta e perché?

Farei elenchi. “Eh…già” di Vasco, per esempio. Non ne trovo un senso.

8. Qual è il compito di un artista secondo te e che importanza ha oggi?

Penso che un artista debba continuare a rimanere se stesso, cercando di modellarsi con il mondo esterno. C’è tanta finzione e tanto arrivismo, una cosa che apprezzo è l’artista che rimanga fermo e umile sui propri valori e capacità, piuttosto che diventare un “pacchetto pronto” che riesca ad arrivare ad un certo livello di notorietà o meno.

9. Cosa pensi della scena musicale di Torino?

Penso che sia davvero una fucina di artisti pazzeschi. Penso che a livello nazionale Torino abbia sempre regalato e regali tutt’ora molto a livello musicale.  



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